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BTp Italia, record da 22,27 miliardi

È record per il BTp Italia: con 22,27 miliardi di euro sottoscritti dagli investitori retail e istituzionali italiani ed esteri, il titolo di Stato indicizzato all’inflazione domestica chiude in anticipo il collocamento con un risultato che Borsa Italiana si è apprestata a definire «record assoluto in Europa sia per contratti sia per controvalori». Il risultato sta nei dati: in meno di due giorni l’Italia è riuscita a raccogliere l’intera somma che l’Austria ha chiesto ai mercati quest’anno, quasi il doppio di quanto necessario l’anno prossimo alla Finlandia o all’Irlanda.
BTp Italia da record
I primi dati segnalati martedì all’avvio dell’operazione davano già la consistenza delle richieste giunte a 16,8 miliardi per il quinto BTp Italia (scadenza novembre 2017), confermata dalla chiusura con due giorni in anticipo, come era già successo lo scorso 27 aprile quando vennero raccolti 17,056 miliardi di euro. Il Tesoro vede avvicinarsi il tetto del funding fissato a 470 miliardi lordi, dal momento che alla vigilia dell’emissione del BTp Italia, via XX Settembre aveva già raggiunto una raccolta di 422 miliardi di euro (vedi Il Sole-24Ore del 5 novembre). Prima della fine dell’anno in calendario sono previste altre due tornate di aste, la prima a fine novembre e l’ultima a fine dicembre.
Le aste di fine mese
Il BTp Italia si sta dimostrando uno strumento utile non solo per i sottoscrittori, ma anche per il Tesoro: Chiara Cremonesi di UniCredit è convinta che il ministero dell’Economia potrebbe ridurre in modo sensibile le emissioni di BoT fino a fine 2013 oltre a tagliare, come per altro accaduto anche negli anni passati, le aste di metà dicembre sul medio e lungo termine dei BTp. Il buon risultato del collocamento ha aiutato lo spread a stabilizzarsi chiudendo a 247 centesimi da 244 di martedì, mentre il rendimento del decennale è salito al 4,2% da 4,172 per cento. Spread spagnolo a 241 centesimi alla vigilia dell’asta fino a 4 miliardi di euro.
L’Europa a due velocità
Sulle Borse chiusure per lo più positive per i principali listini con Wall Street tonica anche alla luce del +0,7% segnato a settembre dal superindice dell’economia americana, sopra le stime degli analisti. Parigi ha guadagnato lo 0,79%, Francoforte lo 0,35%, Milano lo 0,89%, Madrid lo 0,42%. Piatta Londra (-0,08%). A dominare la seduta i buoni risultati dell’asta tedesca di Bobls a 5 anni per 3,27 miliardi di euro con rendimenti in discesa allo 0,71% da 0,81% della precedente asta del 9 ottobre, con un domanda oltre 7 miliardi di euro. Positivo anche il dato degli ordinativi tedeschi che conferma la realtà di un’economia europea a due velocità: l’indice Markit Pmi composito della produzione nella zona euro è sceso a ottobre a 51,9 da 52,2 indicato a settembre.
Bce, le attese di oggi
La Bce riunisce questa mattina il board che secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo, «dovrebbe concludersi con tassi fermi e nessuna novità su nuove aste a medio lungo termine». Il deciso calo dell’inflazione (0,7% secondo la stima preliminare a ottobre) ha indotto il mercato a prezzare in parte un taglio dei tassi, che non si può escludere a partire da dicembre. Novità potrebbero emergere dalle pubblicazioni delle minute con la conferenza stampa che sarà probabilmente incentrata sull’Unione Bancaria e sulle regole per l’asset quality review.

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