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Btp Italia, partenza lenta

ROMA — Esordio al rallentatore per la seconda edizione del Btp Italia. E cioè il titolo di Stato, indicizzato all’inflazione, appositamente destinato al grande pubblico dei risparmiatori che se vogliono lo possono comprare direttamente on line. La prima giornata del collocamento che durerà quattro giorni è stata decisamente deludente. Soprattutto se confrontata con i risultati della prima edizione, in marzo. Le cifre non hanno bisogno di commenti: le sottoscrizioni ieri hanno superato di poco i 218 milioni di euro mentre quelle della prima giornata di collocamento, il 19 marzo scorso, del nuovo Btp Italia avevano raggiunto 1,56 miliardi di euro. In quell’occasione la grande abbondanza di richieste aveva rappresentato una sorpresa positiva mentre, questa volta, la scarsità di adesioni una delusione anche se al ministero di via XX Settembre nessuno si aspettava di ripetere l’exploit dell’emissione inaugurale.
A voler essere ottimisti si può però dire che è un po’ presto per tirare le conclusioni e che bisognerebbe aspettare il 7 giugno, la chiusura del collocamento, per trarre indicazioni. Soprattutto pensando al fatto che ieri per il giubileo della Regina Elisabetta sono stati assenti gli operatori britannici che in non poche occasioni fanno da collettori di ordini di acquisto. E che a differenza del primo collocamento non c’è stato un uguale lancio informativo. Gli esperti hanno però anche altre spiegazioni per la scarsa affluenza di sottoscrizioni del titolo. In primo luogo l’impatto del terremoto che ha paralizzato la voglia di investimenti — gettandola in una situazione di paura, dolore e preoccupazione — di una delle zone più ricche del Paese. In secondo luogo l’avvicinarsi di scadenze fiscali con l’Unico e l’Imu e infine il clima di incertezza e di tensione dei mercati che rimanda anche nel pubblico dei piccoli risparmiatori i timori per la sicurezza dell’euro.
Fatto sta che al Tesoro sono assolutamente convinti di avere messo a disposizione delle famiglie un titolo conveniente che promette un premio di fedeltà per chi lo vende alla scadenza e ha una cedola minima garantita del 3,35% (quella reale verrà comunicata alla chiusura dell’offerta) pagata ogni sei mesi con la rivalutazione del capitale in base all’inflazione italiana calcolata dall’Istat.

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