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BTp Italia, parola ai risparmiatori

di Mara Monti

Il BTp Italia scalda i motori per la prima emissione in calendario da lunedì 19 marzo a giovedì 22 marzo. Un titolo innovativo a cui potrebbero seguire altre tre o quattro emissioni entro la fine dell'anno. «La decisione verrà presa di volta in volta a seconda delle esigenze», ha detto Maria Cannata, direttore generale del debito pubblico del Tesoro, ieri in Borsa a Milano per presentare il nuovo strumento. Al suo fianco Raffaele Jerusalmi, ad di Borsa Italiana e Pietro Poletto, capo del fixed income del Mot.
La prima comunicazione ufficiale del Tesoro è attesa domani con le condizioni del tasso reale minimo, al quale aggiungere il tasso di inflazione calcolato dall'Istat sulla base dell'indice Foi che esclude i tabacchi. Fino a quel momento nessuna indicazione sulla cedola a cui verrà offerto il nuovo BTp, se non che «la fisseremo in base alle condizioni di mercato e ai titoli analoghi già in circolazione. Cercheremo di essere generosi», ha commentato Cannata. Solo allora si potranno fare congetture sul tasso reale definitivo che verrà comunicato soltanto al termine del collocamento. Un tasso che potrà essere uguale o superiore al minimo garantito. È questa la novità del primo titolo di Stato indicizzato all'inflazione italiana, scadenza quattro anni, cedola semestrale, che per la prima volta verrà collocato attraverso il MoT di Borsa Italiana e non all'asta in modo tradizionale: i sottoscrittori potranno così recarsi allo sportello della banca, oppure acquistare i titoli attraverso un conto online, senza pagare commissioni come avviene per i titoli a media e a lunga scadenza, con un prezzo alla pari. Gli acquisti dopo il 22 marzo potranno avvenire sul mercato secondario, ma le commissioni in quel caso saranno concordate direttamente dal singolo investitore con e la propria banca.
Nessuna stima sull'ammontare atteso, se non che il Tesoro si appresta ad assorbire tutta la domanda che il mercato richiederà. Banche specialist saranno Banca Imi e UniCredit, mentre gli aspetti legali sono stati seguiti dagli studi Allen&Overy e Simmons&Simmons. Il nuovo BTp Italia «è uno strumento più vicino alle esigenze del piccolo risparmiatore (…) e servirà a dare più stabilità al nostro mercato» – ha aggiunto Cannata. «C'è la volontà di incoraggiare le famiglie ad investire nel BTp perché i titoli di Stato restano lo strumento più sicuro», ricordando che l'Italia nei suoi ultimi 150 anni ha sempre onorato le scadenze.
Alle famiglie che hanno in portafoglio tra il 5% e il 15% del debito pubblico, il Tesoro garantirà un premio fedeltà pari allo 0,40% del valore nominale dell'investimento e verrà riconosciuto solo se il titolo verrà acquistato nei quattro giorni del collocamento e mantenuto fino alla scadenza dei quattro anni, ovvero nel 2016. Uno strumento semplice, il primo legato all'inflazione italiana che al momento viaggia su livelli più alti di quella europea, a febbraio rispettivamente al 3,3% e al 2,7 per cento. I parimenti a cui fare riferimento sono il BTp aprile 2016 che ieri quotava il 3,3% mentre quelli inflation linked, scadenza settembre 2016 era circa al 4,85%: l'interpolazione degli ultimi dati sull'indice del costo della vita fisserebbe la cedola del nuovo BTp attorno al 5,10 per cento. Infine, per quanto riguarda il regime di tassazione è prevista un'aliquota sugli interessi pari al 12,50 per cento.

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