Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

BTp Italia, già raccolti 6,7 miliardi

Che il mercato sia frenato dalle tensioni sulla questione ucraina (come ieri mattina) o che abbia invece recuperato un po’di appetito per il rischio grazie ai segnali dell’economia Usa (come nel pomeriggio) per il BTp Italia cambia poco. Nel giorno inaugurale per la sottoscrizione, il nuovo titolo legato all’inflazione del nostro Paese, stavolta con scadenza a 6 anni e rendimento reale minimo dell’1,65%, ha fatto il pieno di richieste come nelle precedenti edizioni.
A poco è valso limitare gli ordini alla sola clientela privata (per cui è stato in fondo ideato), perché nel complesso l’ammontare delle richieste pervenute ha già toccato i 6,7 miliardi di euro. Certo, non si sono raggiunti i picchi dello scorso novembre, quando nella giornata inaugurale si arrivò addirittura a 17 miliardi. Stavolta però gli istituzionali erano esclusi dall’operazione e nel complesso lo strumento ha dimostrato di essere «valido e ampiamente sottoscritto anche con una cedola minima garantita in linea con il mercato che ha rotto la soglia psicologica del 2%», come sottolinea Claudia Segre, segretario generale Assiom Forex.
A fondi e banche sarà riservata la giornata conclusiva di giovedì, almeno in teoria. Il Tesoro potrebbe infatti decidere di terminare anzitempo il collocamento, decisione che alla luce di ieri appare adesso probabile. «La chiusura anticipata è un’ipotesi più che reale – conferma Piero Grilli, responsabile area trading sui titoli di Stato di Banca Akros – perché già ieri ci si è avvicinati molto al limite dei 10 miliardi di euro che poi è il vero obiettivo non dichiarato del Tesoro».
Un eventuale stop potrebbe di fatto tagliare fuori gli investitori professionali, anche se qua e là ieri più di un operatore manifestava in fondo qualche dubbio sul fatto che allo sportello si fossero presentati soltanto piccoli risparmiatori. Del resto, un valore medio per ciascuno contratto siglato di 61mila euro (con picchi segnalati fino a 7 milioni) non sembra proprio taglia tipica da retail e resta il sospetto che qualcuno possa essersi «infilato» nelle maglie – finora non testate, perché si tratta di una novità assoluta – dei regolamenti.
Quale sia la verità, resta il fatto che ieri l’euforia ha finito per contagiare anche gli altri BTp, che si sono ripresi dal colpo di venerdì scorso. In serata un decennale italiano rendeva il 3,17%, con un differenziale a 164 punti base rispetto al Bund tedesco. E sempre a onor del vero, ieri la Spagna si è comportata meglio dell’Italia (decennale al 3,14% e spread a 161), a sottolineare che l’appetito per il rischio si è di nuovo esteso a tutta la «periferia» e ai mercati in genere.
La giornata dei listini, sotto questo aspetto, è stata piuttosto movimentata: Piazza Affari ha chiuso sì con un progresso dello 0,55%, in linea con il resto d’Europa e dribblando lo scivolone di Bpm (-8,5%) dopo la bocciatura della nuova governance da parte dei soci, ma ha dovuto attendere il pomeriggio per liberarsi dalle tensioni (reali o pretestuose) legate al duello Russia-Ucraina. L’occasione l’hanno fornita i dati trimestrali diffusi da Citigroup (utile da 3,9 miliardi di dollari) e quelli sulle vendite al dettaglio Usa (+1,1% a marzo), entrambi oltre le previsioni e in grado quindi di spingere Wall Street.
Sul mercato delle valute resta infine da sottolineare l’indebolimento dell’euro dopo il linguaggio più incisivo utilizzato nel finesettimana da Washington dal presidente Bce, Mario Draghi, sulla necessità di frenare un eccessivo apprezzamento della valuta europea. Il cambio euro/dollaro si è riportato a 1,3820, senza però tracollare e anche il fatto che Christian Noyer abbia ricordato che il l’attuale livello è «elevato in modo anomalo» non ha in fondo convinto più di tanto il mercato, dato che quella del governatore della Banca di Francia è tradizionalmente una delle voci più critiche sul tema: il mercato evidentemente attende azioni concrete prima di muoversi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa