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BTp Italia, avvertenze per l’uso

Un successo dal punto di vista delle richieste, una mezza delusione sotto il profilo della performance. Nel momento in cui il ministero del Tesoro molla gli ormeggi, collocando una nuova tranche di BTp Italia (dal 4 al 7 giugno l’offerta al pubblico), può essere utile fare un bilancio della prima emissione, avvenuta un mese fa. Scoprendo potenzialità e limiti dello strumento, con la consapevolezza che il passato è solo un’indicazione tra le tante che dovrebbero orientare gli investitori.

Le caratteristiche. Il BTp è un buono pluriennale composto da un tasso reale minimo garantito e da un premio-fedeltà (dello 0,4%) per chi lo tiene fino a scadenza (il 2016, quindi il titolo ha una durata quadriennale, il che lo differenzia dalle altre emissioni statali, che coprono fino ai tre anni e dai cinque in su). Al pari di un normale BTp, questo titolo paga cedole su base semestrale. La particolarità è nel criterio di calcolo: si parte dal capitale, rivalutato sulla base dell’inflazione (quella italiana e qui sta la differenza rispetto al Btp legato all’inflazione europea già da tempo presente sul mercato) del semestre di riferimento. In assenza di caro-vita (ipotesi di scuola, considerato che attualmente l’indice viaggia intorno al 3,3% e rischia di crescere ancora sulla scorta degli incrementi consistenti su beni di prima necessità come il carburante e le bollette domestiche), le cedole vengono calcolate sul capitale nominale investito con un rendimento minimo garantito, quindi con una protezione estesa non solo alla quota capitale, ma anche agli interessi.

Il trattamento fiscale è lo stesso di qualsiasi altro titolo di stato: è prevista una ritenuta del 12,50% sui guadagni, che risulta agevolata rispetto al 20% applicato come aliquota unica sugli altri investimenti, dalle azioni alle obbligazioni bancarie e societarie, dai fondi comuni agli Etf. Quanto alle modalità di sottoscrizione, oltre ai normali sportelli bancari (e agli uffici postali), il Tesoro ha fatto ricorso al canale Internet, prendendo atto del numero crescente di risparmiatori che usano questo strumento per investire.

Com’è andata la prima emissione. Un giudizio netto sull’esito del primo collocamento (rendimento minimo fissato al 2,45%) non è possibile. Infatti, le richieste hanno superato le più rosee previsioni, superando quota 7,2 miliardi di euro e mostrando una sostanziale fiducia verso il Tesoro italiano, ma la performance finora è stata piuttosto deludente: dopo aver superato quota 100 nelle prime sedute, infatti, il titolo è sceso sotto la parità. Un risultato, va detto, che risente sensibilmente del ritorno delle tensioni sui mercati finanziari. Sulla performance sembra aver inciso, a sentire gli analisti, l’atteggiamento degli investitori istituzionali, che nelle ultime settimane hanno alleggerito le posizioni sull’Italia, mentre tra la clientela retail (vale a dire le famiglie) sarebbe emerso un maggior tasso di fedeltà. Del resto, già in sede di collocamento su 133.479 contratti conclusi, oltre 110 mila (pari all’83% del totale) ha avuto una dimensione inferiore ai 50 mila euro, soglia normalmente considerata per distinguere gli investitori al dettaglio da quelli istituzionali.

Un ombrello contro il caro-vita. Va comunque detto che proprio il calo recente potrebbe essere visto come un’occasione di acquisto su un titolo che non è stato certo concepito con finalità speculative, anzi si rivolge in primo luogo ai cassettisti che puntano su una crescita dell’investimento nel medio-lungo periodo e, al tempo stesso, ci tengono a tutelarsi dall’aumento del prezzo della vita. Una variabile, quest’ultima, estremamente pericolosa: nonostante il ritorno del paese in recessione, infatti, i prezzi dei beni di consumo continuano a crescere erodendo così il patrimonio in termini reali. Colpa delle mancate liberalizzazioni in Italia, ma anche dell’enorme liquidità messa in circolo dalla Bce, senza al contempo portare i benefici sperati in termini di crescita economica. Per chi non riuscisse ad aggiudicarsi i titoli durante il collocamento o preferisse aspettare l’evolvere degli eventi, c’è un’altra possibilità: quella di acquistare i BTp Italia sul mercato secondario, ai valori fissati dalla legge della domanda e dell’offerta. Infine, il Tesoro ha fatto sapere di avere in programma una terza emissione per l’anno in corso, attesa per la fine dell’estate.

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