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BTp Italia a quota 4,5 miliardi

La prima tranche di sottoscrizione del BTp Italia, quella dedicata al retail, si è fermata a 4,572 miliardi di euro. Questa mattina è il turno degli investitori istituzionali che hanno due ore di tempo – dalle 9 alle 11 – per immettere gli ordini sulla piattaforma dell’EuroMot. Un ammontare al di sotto delle aspettative dal momento che si era ipotizzata una eventuale chiusura anticipata delle sottoscrizioni di ieri che non è avvenuta avendo raccolto nella giornata soltanto 532 milioni di euro. A dare impulso all’ultima fase del collocamento della settima tranche sono state le parole di Maria Cannata, responsabile debito pubblico del Mef, che nel giudicare «soddisfacente» il risultato retail, non ha escluso che «il tasso minimo reale garantito dell’1,15% fissato per l’emissione del BTp Italia in corso, possa essere rivisto al rialzo al termine del collocamento, considerata la volatilità del mercato registrata negli ultimi giorni».
Il tasso finale verrà, infatti, comunicato da Tesoro oggi al termine del collocamento dopo il tasso minimo garantito fissato venerdì scorso. Non è escluso che l’ultima comunicazione dovrà tenere conto dell’escursione subita in questi giorni dal mercato: basti pensare che il benchmark di riferimento ovvero il BTp Italia 2020 ha subito una variazione di 10 punti base da lunedì quando il rendimento era schizzato all’1,30% per poi portarsi ai livelli di ieri della chiusura all’1,23%. Anche lo spread tra BTp e Bund ha avuto giornate di forte volatilità passando da 175 punti base a 165 di ieri. Nonostante questi fattori, «il BTp Italia si conferma un prodotto che piace ai risparmiatori individuali che cercano una semplice tutela del proprio risparmio», ha commentato Cannata.
Sembra difficile, se non impossibile, che la finestra di questa mattina dedicata agli investitori istituzionali possa avvicinarsi ai 20,5 miliardi complessivi raccolti ad aprile, molto probabilmente il riferimento sarà il primo BTp Italia scadenza marzo 2016 quando il Tesoro raccolse 7,3 miliardi, ma in quella fase il titolo garantiva una cedola del 2,45 per cento. Tra i motivi del minore appeal del BTp Italia c’è sicuramente un tasso reale annuo minimo garantito dell’1,15%, considerato basso ma comunque figlio della deflazione. Il tasso reale minimo sull’emissione di aprile, sempre con scadenza a sei anni, era stato invece all’1,65%. In precedenza, la quinta emissione di BTp Italia, novembre 2013, aveva raccolto ordini complessivi per 22,27 miliardi, offriva un tasso reale annuo minimo del 2,15% e una scadenza di quattro anni.
Nessuno si spinge a fare previsioni su quanto potrà essere aumentato il tasso finale. Molto dipenderà da come andrà il mercato questa mattina e se i dati in calendario a comunicare dal Pmi dell’eurozona con particolare attenzione a quelli di Francia e Germania: eventuali segnali di debolezza della fiducia delle imprese potrebbero essere letti negativamente dai mercati.
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