Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Btp contro bond. Come raggiungere il 5% con i tassi al minimo

Rendimenti più bassi e per un periodo di tempo piuttosto lungo: la frase-chiave pronunciata la settimana scorsa da Mario Draghi, subito dopo l’annuncio del taglio del costo del denaro allo 0,25%, contiene in sintesi tutto quel che serve sapere a chi si domanda quali saranno gli effetti sul suo portafoglio della nuova politica monetaria dell’Unione.
La mossa della Banca centrale europea segna una svolta storica ed è stata messa a punto perché il costo della vita, il nemico principale dei rendimenti, è eccessivamente freddo e incapace di muoversi. Dovrebbe stare, nel migliore dei mondi possibili secondo la dottrina abbracciata dalla Bce, poco sotto il 2%. Adesso viaggia sotto l’1%: l’ultima rilevazione parla addirittura di uno 0,7%.
Significato
Che cosa vuol dire? Per chi preferisce investire a breve o comunque senza rischiare molto accontentandosi di rendimenti che adesso ballano poco sopra l’1% (per esempio i conti di deposito vincolati e le obbligazioni a due anni), l’ipotermia dell’inflazione nel breve termine può anche essere una bella notizia: significa che la soglia di preservazione del capitale, quella oltre cui si comincia a guadagnare, si è ridotta di un terzo rispetto a un anno e mezzo fa. L’altra faccia della medaglia, però è che un costo della vita inesistente (o addirittura calante) è una pessima notizia per l’ economia. Nella peggiore delle prospettive si chiama deflazione, la malattia di cui ha sofferto il Giappone per un ventennio. Quindi è meglio non rallegrarsi troppo se la corrosione del patrimonio dovuta al costo della vita oggi è al lumicino. E’ solo l’effimero lato positivo di qualcosa che, alla fine, potrebbe far molto male a tutto il sistema dove i nostri risparmi si accumulano e vengono remunerati.
Speranza
La speranza di Draghi e dei governatori che hanno votato con lui, è che i tassi bassissimi possano invece collaborare in qualche modo a rimettere in moto la crescita. Invitando la liquidità a rimettersi in moto visto che il parcheggio non offre quasi nulla, la banche a fare credito, i capitali a finanziare imprese e quindi a creare nuove idee e, si spera, posti di lavoro. Se la cura funziona, saranno i tassi lunghi a non abbassarsi più di tanto o addirittura a crescere, certificando in questo modo le attese positive del mercato per il futuro.
In pochi giorni, quindi, l’idea dominante di un mercato obbligazionario destinato ad un generalizzato rialzo dei rendimenti è finita nel dimenticatoio. I dubbi di chi la riteneva prematura si sono rivelati giusti. I Btp e i corporate bond delle aziende italiane continuano ad offrire tassi mediamente più elevati di quelli che si trovano in giro per l’Europa virtuosa e di là dall’Atlantico. E’ però probabile che la parte breve della curva, già appiattita sotto il 2%, possa comprimersi ancora. I bund e i bond americani più corti da tempo sono tarati su rendimenti negativi.
Oggi poi nel nostro Paese e in altri si è riaperto il dibattito sulle privatizzazioni, perché la vendita di partecipazioni statali è uno dei modi possibili per abbattere il debito e mettere a posto i conti. In una sorta di duello tra pubblico e privato, tra Btp e corporate bond, il grafico a centro pagina mette a confronto i rendimenti delle scadenze medio lunghe (dai tre anni ai dieci anni) dei titoli di Stato e di quelli emessi da società private. Non solo italiane.
Gli appassionati di reddito fisso, sapendo che l’Eurozona viaggerà per un periodo di tempo lungo a bassi tassi e bassa inflazione, potranno quindi costruirsi una ricetta adatta alle loro esigenze. Per guadagnare, superando di slancio quello 0,7% che oggi basta per non intaccare il capitale, dovranno abbandonare il basso e spostarsi in alto. Comprando titoli più lunghi, siano essi obbligazioni pubbliche o emissioni societarie con merito di credito piuttosto buono. Oppure salendo nella scala del rischio emittente: l’Italia è, per ora, a mezza scala. Per noi rendimenti un poco più bassi, anche nella declinazione lunga dei Btp, avrebbero il significato di una guarigione dal troppo debito.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nonostante la pandemia tante aziende hanno deciso o subìto il lancio di un’Opa che le porterà a ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Peugeot-Citroën ha annunciato di aver parzialmente rimarginato le ferite della prima parte dell’a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Meno macchine, meno motori termici, e un ritorno al futuro nei modelli. Ecco la ricetta del nuovo am...

Oggi sulla stampa