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BTp, collocati oltre 7 miliardi. Al rialzo i rendimenti in asta

Rendimenti in rialzo per i BTp e CcTeu assegnati in asta ieri dal ministero dell’Economia che ha piazzato in totale titoli per 7,25 miliardi, il massimo dell’offerta prevista. Nel dettaglio, il Tesoro ha emesso la prima tranche del nuovo decennale benchmark scadenza 1 agosto 2029 per 4 miliardi con un rendimento in rialzo di 21 punti base rispetto all’ultimo collocamento, al 2,81 per cento. Fiacca la domanda, di poco superiore ai 5,24 miliardi, per un rapporto di copertura di 1,31, in calo rispetto all’1,36 dell’analoga asta precedente. Il Tesoro ha poi piazzato la 13esima tranche del BTp a 5 anni scadenza 1 ottobre 2023 per 2 miliardi a fronte di una richiesta pari a 2,922 miliardi (1,46 il rapporto di copertura rispetto all’1,33 precedente). Il rendimento è salito di 10 centesimi attestandosi all’1,59%. Collocata, infine, la terza tranche del CcTeu (titoli a tasso variabile indicizzati all’indice Euribor) scadenza 15 gennaio 2025: l’importo emesso è stato pari a 1,25 miliardi a fronte di una domanda per 2,026 miliardi, per un rapporto di copertura di 1,62, mentre il rendimento si è attestato all’1,83% (+18 punti base).
Si segnala inoltre che, come spesso accade, non c’è stata domanda da parte degli specialist nella riapertura del BoT a 6 mesi andato in asta martedì a fronte dei 600 milioni di euro aggiuntivi (il 10% dell’offerta in prima battuta) messi a disposizione degli operatori dal Tesoro. Due giorni fa, infatti, Via XX Settembre ha collocato tutti i 6 miliardi offerti nel Buono semestrale con un tasso di -0,007%.
Sul mercato secondario, dopo due giorni di forti rialzi dei prezzi (e di conseguente discesa dei rendimenti che si muovono in direzione opposta) seguiti al mancato downgrade sulla carta italiana da parte di Fitch (che venerdì a mercati chiusi ha confermato il giudizio “BBB”) il quadro è un po’ peggiorato dopo un’analisi sul debito pubblico della Commissione europea secondo cui «nei prossimi anni non è attesa una riduzione sostanziale». Lo spread BTp-Bund è salito di 5 punti base (a quota 265) e peggio ha fatto il rendimento del decennale che è salito di nove punti base al 2,8%.
Allargando lo sguardo alla zona euro, la Germania ha assegnato 2,425 miliardi nella riapertura del Bund decennale con tasso in lieve calo a 0,12% dal precedente 0,2%. Rendimenti in calo anche negli Usa all’indomani dei commenti del governatore della Federal Reserve, che in una testimonianza al Congresso Usa ha ribadito la «pazienza» sui tassi. Nel frattempo, c’è stata un’altra asta in cui gli investitori stranieri sono stati alla larga. Il Tesoro Usa ha venduto titoli a sette anni per 32 miliardi di dollari offrendo rendimenti al 2,538%, minimi del dicembre 2017. Agli investitori indiretti – riflesso della domanda estera – è andato il 55,2% dell’asta, minimi del dicembre 2015. A quelli diretti – riflesso della domanda interna – è andato il 28,4%, appena sotto il record del marzo 2014. Il decennale viaggia con rendimenti in calo al 2,634% dal 2,673% di martedì. Il 2018 è finito al 2,684%, contro il 2,409% con cui si era concluso il 2017 e il 2,446% di fine 2016. La curva Usa è in ogni caso straordinariamente piatta dato che i rendimenti del titolo Usa a tre mesi sono fermi al 2,458 per cento.

Vito Lops

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