Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Btp-Bond, rendimenti a duello. Si vince al 2%, rischiando un po’

Non di solo Btp si caratterizza il portafoglio dei risparmiatori, anche se, va riconosciuto, si tratta degli strumenti finanziari maggiormente conosciuti. E, in questi tempi di tassi negativi, ancora discretamente remunerativi, Eppure, qualcosa in più si può strappare con i bond societari, soprattutto se sono in valute diverse dall’euro. Perché in eurozona, come la tabella mostra, la redditività dei titoli del Tesoro italiano e quella delle società che collocano obbligazioni non divergono che marginalmente. Solo nelle durate maggiori, dalla settennale in poi, le differenze assumono valori significativi. La tabella limita le scadenze al 2030, soprattutto per evitare obbligazioni o Btp con prezzi di mercato ben superiori al valore nominale, 100. Tra le obbligazioni una sola esprime un grado di affidabilità non investment grade, ed è quindi rivolta in particolare ad investitori che dispongono di patrimoni medio alti, dal momento che la quota minima sottoscrivibile è fissata a 100 mila euro.

Date e differenzeImpietoso il confronto, a livello di rendimento, fra le durate più brevi dei Btp, 2021 e 2022, e le paragonabili emissioni societarie denominate in dollari Usa. Siamo a zero o meno di zero contro il 2% abbondante offerto, per esempio, da Cnh o At&T. La rischiosità, in questo caso, è rappresentata dal rapporto di cambio tra dollaro Usa e moneta unica europea, l’euro. Da inizio anno, la variazione è stata di poco superiore al 5,50%. Si tratta di un valore molto contenuto: in altri frangenti, il movimento ha assunto valori decisamente superiori. In sostanza, un investimento in uno strumento denominato in dollari Usa, in questa fase, potrebbe risultare meno rischioso che in passato, ma l’alea che fa riferimento al comparto valutario dei mercati finanziari resta. Non c’è dubbio che chi sceglie queste obbligazioni, per beneficiare di una maggiore redditività, dovrà possedere una discreta propensione al rischio.

In ambito di una corretta diversificazione del portafoglio titoli, le scadenze dal 2023 al 2025 offrono le migliori opportunità. Da un lato, perché i rendimenti proposti sono quasi sovrapponibili. Dall’altro, perché il grado di affidabilità dei singoli strumenti è di livello non solo pressoché simile, ma anche riferibile alla categoria investment grade.

Si tratta di sei emissioni alternative le une alle altre, che possono essere presenti tutte assieme in un unico portafoglio titoli, con pesi percentuali analoghi. Il principio della diversificazione è ampiamente soddisfatto.

La differenza di rendimento tra Btp con scadenza 2026 e l’obbligazione con analoga durata emessa da Ivs group (0,66% contro 2,74%), uno dei principali operatori nel settore del cibo, in particolare nel mercato dei distributori automatici di bevande e snack, va ricercata anche nella mancanza di rating che accompagna l’emissione societaria. Ma anche e soprattutto nel fatto che, mediamente, se la durata del prestito tende ad allungarsi, il costo a carico dell’emittente societario aumenta in misura crescente, mentre quello dei debitori governativi sale, ma in misura più contenuta.

Evoluzione dei numeriIl Btp con scadenza poco più che decennale paga un tasso ridotto di due terzi rispetto ad un anno fa, quando il Tesoro remunerava al 3,47%. Un rendimento quasi uguale a quello offerto ora da Netflix per una scadenza simile. Va ribadito che si tratta, in quest’ultimo caso, di uno strumento per investitori con forte propensione al rischio e titolari di un patrimonio di livello medio alto. Servono infatti centomila euro come minimo: una cifra che messa in una singola emissione obbligazionaria «regge» il principio della diversificazione solo se rappresenta il 10% del patrimonio, che quindi deve essere di almeno un milione di euro.

Per portafogli a bassa propensione al rischio, la quota da destinare alle emissioni decennali e in valuta estera non dovrebbe superare complessivamente il 10-12,5%. Valore che sale al 20%, per media propensione al rischio e al 30-35%, se la capacità di rischiare è elevata.

Angelo Drusiani

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un presente solido grazie al metano e un futuro a idrogeno. Snam, gestore della rete nazionale del g...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le offerte vincolanti per Alitalia potrebbero slittare per l’ottava volta: dal 21 novembre a fine ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La scelta di non cedere massivamente i crediti in gestione da parte del Fondo temporaneo del credi...

Oggi sulla stampa