Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

BTp al minimo storico sulle attese Bce

Benché reduci da una seduta molto positiva ieri i bond governativi dei Paesi periferici hanno continuato a correre. Il tasso del BTp a 10 anni, il cui andamento è inversamente proporzionale al prezzo, ieri ha aggiornato il suo minimo storico toccando, nel corso della giornata, quota 2,16 per cento. Il differenziale di rendimento sull’analogo Bund tedesco (lo spread) è sceso fino a 138 punti per chiudere gli scambi a quota 140. Il tasso dei Bonos spagnoli a 10 anni è sceso sotto il 2% toccando un minimo di seduta all’1,96% non lontano da quota 1,94% che rappresenta il record per i titoli spagnoli. Positiva anche la giornata di Borsa. Il rialzo dello Stoxx 600 (+0,13%) non è stellare. Ma tenuto conto del fatto che l’indice europeo era reduce da un balzo del 2,06% si tratta comunque di una performance di tutto rispetto. Stesso discorso per Piazza Affari, reduce da un +3,88%, che ieri nel finale di seduta ha subito relativamente le fisologiche prese di profitto chiudendo in lieve calo: -0,14 per cento. 
È ancora «effetto Draghi»
Sul mercato insomma la propensione al rischio rimane inalterata. E la motivazione è sempre la stessa: la scommessa di un Quantitative easing targato Bce. Una prospettiva le cui probabilità si sono fatte più concrete dopo che il presidente Mario Draghi ha parlato venerdì scorso dell’urgenza di contrastare «senza ritardi» la discesa dei prezzi dell’area euro dicendosi pronto, nel caso, ad ampliare la portata degli stimoli monetari. Dirk Schumacher, economista di Goldman Sachs, che prima assegnava all’opzione QE una probabilità su tre, dopo il discorso di Draghi si dice convinto che le possibilità di un piano di acquisti di titoli su vasta scala già nella prima metà del prossimo anno sono superiori al 50 per cento. Altri analisti, come quelli di Credit Suisse, dicono di attendersi annunci espliciti in questo senso già in occasione del prossimo direttivo in programma il 4 dicembre.
Sabato scorso, il membro portoghese del direttivo Bce Victor Constancio, ha detto che per il momento «non c’è fretta» di varare nuove misure perché prima bisogna valutare l’effetto di quelle già messe in atto. Una posizione analoga è stata espressa dal collega austrico Ewald Nowotny mentre il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ieri ha ribadito ancora una volta a sua contrarietà ad acquisti di titoli di Stato che, a suo parere sono «difficili da attuare» e rischiano di incorrere in «ostacoli legali». Staremo a vedere. In ogni caso Il tema delle scelte della Bce resta destinato a monopolizzare il dibattito e le scelte degli investitori sui mercati europei. Almeno fino al direttivo di settimana prossima. In questo contesto grande attenzione meriteranno i dati sull’inflazione nell’area euro che saranno pubblicati venerdì. Il consensus degli analisti Bloomberg si attende un calo dei prezzi al consumo dallo 0,4 allo 0,3% mentre la rilevazione “core” (cioè depurata dalla componente alimentari ed energia) dovrebbe mantenersi invariata allo 0,7 per cento. È chiaro che se i numeri dovessero essere peggiori delle attese le probabilità di un «QE» della Bce sono destinate a salire.
Ifo migliore delle attese
Un dato negativo sulla congiuntura economica viene visto positivamente dai mercati perché fa salire le probabilità di una risposta espansiva di politica monetaria. Questa è la logica, se si vuole paradossale, che muove i mercati. Ieri tuttavia questo paradigma non ha funzionato. Per i mercati infatti è stata una buona giornata anche in presenza di un dato positivo come quello dell’indice della fiducia delle imprese tedesche (Ifo) tornato a salire per la prima volta da sette mesi. L’indicatore si è attestato a 104,7 punti da 103,2 di ottobre. Gli analisti stimavano un calo 103 punti.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa