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Bsi, Generali stringe con Btg

Generali e Btg Pactual avrebbero raggiunto un accordo di massima per la cessione di Bsi. Le parti avrebbero di fatto trovato un’intesa su i punti chiave dell’operazione. Ora, però, perché la vendita dell’asset venga completata mancherebbe ancora un sigillo fondamentale, un passaggio autorizzativo cruciale: quello del regolatore svizzero. Trieste, contattata da Il Sole 24 Ore sul tema, ha preferito non commentare. Risulta tuttavia che, affinché l’operazione vada a buon fine, sia necessario completare il percorso di coinvolgimento dell’autorità di controllo svizzera nel processo di valorizzazione dell’asset. Percorso al termine del quale dovranno essere valutati gli eventuali impatti delle indicazioni che dovessero emergere dal regolatore. Ecco perché, dunque, sebbene a buon punto la cessione di Bsi non sarebbe ancora stata archiviata. Possibile che, perché ciò avvenga, serva ancora del tempo.
Il prezzo della transazione, allo stato, sarebbe ancora coperto dal più stretto riserbo. Tuttavia, rumor di mercato indicano come plausibile una forchetta compresa tra gli 1,4 e gli 1,6 miliardi. Generali, considerando tutte le cessioni portate a termine, ha fino ad oggi raccolto poco meno di 2,6 miliardi di euro. All’obiettivo, ossia i 4 miliardi di cessioni messe a piano, mancano ancora poco più 1,4 miliardi di euro. Cifra che, con la vendita di Bsi, potrebbe essere facilmente raggiungibile. Al più Generali dovrebbe raccogliere al massimo qualche centinaio di milione. Somma recuperabile anche con qualche piccola operazione.
D’altra parte, la vendita della banca svizzera è un tassello cruciale della strategia voluta dal ceo Mario Greco. E questo per diverse ragioni. La prima è che risponde all’obiettivo di focalizzarsi solo sulle attività core, punto fondamentale del nuovo impianto industriale voluto da Greco. In secondo luogo, la cessione di Bsi libererebbe capitale e infine, mantenendo invece l’asset nel perimetro, la banca avrebbe richiesto un forte intervento di ristrutturazione sia sul fronte gestionale che del business per renderlo più compatibile alla nuova visione del gruppo assicurativo, con conseguente dispendio di risorse ed energie. Per tutte queste ragioni la chiusura positiva della trattativa con Btg Pactual è evidentemente un passo importante per la compagnia assicurativa. Che, tra l’altro, negli ultimi giorni ha avviato formalmente l’uscita anche da un’altra partita che per lungo tempo ha assorbito risorse della compagnia: Telco. La settimana scorsa il consiglio di amministrazione del gruppo ha dato mandato a Greco di avviare la procedura per richiedere la scissione dal veicolo azionista di Telecom Italia. Anche in questo caso il percorso, seppur delineato, potrebbe essere ancora piuttosto lungo. Si parla di almeno sei mesi. Al termine dei quali, però, la compagnia avrà il 4,3% del gruppo telefonico e una quota parte di debiti pari a 475 milioni.
Con queste due operazioni, una volta concluse, di fatto si potrà ritenere completato il percorso di “pulizia” del portafoglio della società che conta tra le diverse valorizzazioni la cessione dell’israeliana Migdal per 450 milioni, il 12% di Banca Generali per 185 milioni, le attività assicurative messicane per 858 milioni di dollari e quelle Usa per 910 milioni di dollari.

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