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Bruxelles vuole smaltire gli Npl

Via libera dell’Ecofin al piano per ridurre i crediti deteriorati nel settore bancario. L’iniziativa, approvata dai ministri europei delle finanze, mira a ridurre lo stock di Npl e a evitare che in futuro ne vengano accumulati di nuovi. Le misure da intraprendere si articolano su quattro fronti: la supervisione del settore bancario, la riforma delle procedure di insolvenza e recupero del debito, lo sviluppo di un mercato secondario per i crediti deteriorati e la ristrutturazione dell’industria bancaria.

Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, responsabile per la stabilità finanziaria e il mercato unico dei capitali, ha annunciato che l’esecutivo «lavorerà insieme alla Bce e all’Eba per sviluppare, entro la fine dell’anno, un progetto per la creazione di società nazionali di gestione degli asset».

Secondo le stime di Bruxelles, a fine 2016 i crediti deteriorati nella Ue ammontavano a circa mille miliardi di euro, attorno al 6,7% del pil comunitario.

I sistemi bancari di alcuni stati membri hanno accumulato livelli particolarmente elevati, che secondo il Consiglio rischiano di generare effetti negativi anche in altri paesi, influenzando negativamente la percezione dei mercati sulla solidità dell’intero comparto del credito. Data la dimensione del problema, i ministri hanno deciso che è necessario rafforzare gli incentivi per le banche ad agire per ridurre il livello di Npl, evitando gli effetti distruttivi delle svendite di asset.

«Negli stati membri come l’Irlanda e la Spagna, che hanno intrapreso misure di riforma nel settore bancario, i crediti deteriorati sono in diminuzione già da qualche tempo», ha osservato Dombrovskis. In particolare, la Spagna è riuscita a diminuire l’incidenza degli Npl dall’8% di settembre 2014 a meno del 6% nel dicembre scorso. Anche in Italia «le recenti decisioni sulle banche hanno ridotto di circa il 13% i crediti deteriorati nel sistema bancario: se si aggiunge la recente vendita privata di Npl della più grande banca italiana, la riduzione si avvicina al 20%». Questo, secondo Dombrovskis, mostra che «l’Europa è sulla buona strada».

Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha spiegato che il progetto di Bruxelles sarebbe la base per «un meccanismo comune per bad bank a livello nazionale, che secondo noi devono essere utilizzate su base volontaria dalle banche». Secondo Padoan il valore di scambio di un Npl dipende dal mercato e non da un legge che stabilisce il prezzo ex ante. «È chiaro che c’è un problema, perché nel momento in cui si maturano gli Npl nel bilancio di una banca, questa si troverà a dover fronteggiare una perdita la quale richiede un aumento di capitale, per poi cederlo fuori dalla banca». Il ministro ha precisato che la sofferenza può essere ceduta «a una bad bank, cioè a un’entità che gestisce queste sofferenze, oppure sul mercato: quindi c’è enfasi sulla creazione di meccanismi di mercato che permettano di identificare il vero valore di scambio di queste sofferenze, in modo che escano dal mercato e alleggeriscano i bilanci».

Giacomo Berbenni

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