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Bruxelles dà il via libera alla fusione Fca-Psa Tempi brevi per Stellantis

L’ultimo via libera, quello più importante, è arrivato. Il sì dell’antitrust della Commissione Europea sulla fusione tra Fca e Psa rende tutto più rapido. Per il 4 gennaio sono già state fissate le assemblee di Fiat-Chrysler e Peugeot, rispettivamente ad Amsterdam e a Parigi, per approvare il matrimonio, e c’è chi ipotizza che già per fine gennaio nascerà Stellantis.
Il via libera all’operazione era nell’aria da ottobre, ma Bruxelles aveva tempo fino al 2 febbraio per ufficializzare un passaggio cruciale. Con il sì, condizionato, di ieri le società possono velocizzare gli adempimenti dopo le due assemblee, arrivando subito alle nozze e facendo nascere il neo gruppo in tempi rapidi. Il closing è previsto nel primo trimestre, ma il quarto gruppo mondiale dell’auto vedrà la luce dopo poche settimane. A guidarlo John Elkann come presidente e Carlos Tavares come amministratore delegato.
L’autorizzazione di Bruxelles è subordinata al rispetto di un pacchetto di impegni. Decisione accolta «con grande favore» da Fca e Psa. Le garanzie date dai due gruppi sul comparto veicoli commerciali leggeri, quello su cui l’antitrust ha fatto un supplemento di indagine, sono state ritenute sufficienti. Il rischio è che la fusione tra i due costruttori potesse danneggiare la concorrenza nei piccoli furgoni in nove Stati membri (Belgio, Cechia, Francia, Grecia, Italia, Lituania, Polonia, Portogallo e Slovacchia) dove le società hanno insieme quote di mercato «elevate o molto elevate».
Due gli impegni principali. Psa modificherà la joint venture con Toyota nel settore dei piccoli van consentendo alla casa giapponese di competere con Stellantis. Inoltre Fca e Psa permetteranno ai competitor di utilizzare le loro officine per la riparazione e la manutenzione di auto e di veicoli commerciali. «L’accesso a un mercato competitivo per i piccoli furgoni commerciali è importante per molti lavoratori autonomi e per le piccole e medie imprese in Europa. Possiamo approvare la fusione di Fca e Psa perché i loro impegni faciliteranno l’ingresso e l’espansione nel mercato dei piccoli furgoni commerciali. Negli altri mercati in cui sono attualmente attive le due case automobilistiche, la concorrenza rimarrà vivace dopo la fusione », ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.
Ora tutto potrà filare velocemente. «Manca ormai poco al giorno della creazione di Stellantis, che segnerà l’inizio di un nuovo capitolo per noi», ha scritto Elkann in una lettera inviata ai dipendenti Fca annunciando la nomina dell’ad Mike Manley a capo delle operazioni su tutta l’America di Stellantis. Già arrivato il sì al prospetto informativo alla quotazione di Stellantis (sulle piazze di Milano, Parigi e New York). Primo azionista del neo gruppo sarà Exor (che detiene la proprietà di Gedi che edita Repubblica ) con il 14,4%, seguito dalla famiglia Peugeot che avrà il 7,2% attraverso Epf e Ffp. Alle loro spalle lo Stato francese che deterrà il 6,2% e i cinesi di Dongfeng con il 5,6%, assetto che si modificherà alla luce degli accordi tra gli azionisti in particolare per quanto riguarda le quote detenute da Dongfeng e dallo Stato francese. La società, nata da una fusione paritetica e con sinergie valutate in 5 miliardi l’anno, avrà sede ad Amsterdam. Potrà contare su 400 mila dipendenti, 182 miliardi di fatturato per una produzione di 8 milioni di veicoli nel 2019.
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