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Bruxelles vede più rosa per l’Italia il Pil su dell’1,5%

Per una volta dall’Europa arrivano buone notizie sui conti pubblici italiani. Ieri la Commissione europea, riunita a Strasburgo, ha discusso le previsioni economiche d’inverno che saranno rese note oggi dal titolare degli Affari economici, Pierre Moscovici. Salvo correzioni dell’ultimo minuto, il documento alzerà le stime sulla crescita italiana rispetto alle previsioni dello scorso novembre. Bruxelles si allinea ai dati pubblicati a ottobre dal governo italiano, indicando che il Paese anche nel 2018, come nel 2017, crescerà dell’1,5%.
Ma è presto per festeggiare. Innanzitutto perché quella italiana resta la crescita più bassa dell’eurozona. In secondo luogo perché il dato non dovrebbe evitare la manovra bis che l’Europa chiederà al nuovo governo entro maggio. E lo si capisce da un dettaglio: per la prima volta da anni nelle previsioni di inverno non saranno indicati i dati su deficit e debito dei paesi della moneta unica, ma solo crescita e inflazione. Secondo le spiegazioni ufficiali per riportare le previsioni intermedie a evento secondario, come prima della crisi. Secondo altre fonti per non costringere Bruxelles a intervenire nella delicata campagna elettorale italiana in quanto la semplice la pubblicazione dei numeri sull’indebitamento italiano – tutt’altro che positivi muoverebbero il dibattito in vista delle elezioni. L’Italia nel 2018 dovrebbe correggere il deficit dello 0,3%. Circa cinque miliardi frutto di uno sconto concesso da Moscovici, che ha deciso di dimezzare la cifra del risanamento per far calare il deficit e di conseguenza l’enorme debito italiano. Tuttavia secondo Bruxelles la finanziaria approvata da Roma lo scorso autunno centra una correzione di un misero 0,1%. Un buco di 3,5 miliardi che si somma a un ammanco nei conti di una altro miliardo e mezzo per il 2017. Sono queste le cifre dalle quali Bruxelles partirà per valutare l’importo della manovra bis.
La lettera di richiamo sui conti da inviare dopo le elezioni, non prima per non influenzare il voto, è già pronta. Restano due parti in bianco: data di spedizione e importo della manovra bis. La data verrà decisa all’indomani delle elezioni. Se ci sarà una chiara maggioranza la Commissione aspetterà la formazione del nuovo governo. Altrimenti interverrà subito, chiedendo la correzione a Gentiloni e Padoan. L’ammontare è negoziabile: se ci sarà un governo rispettoso delle regole potrà essere anche ridotto. Se invece a Palazzo Chigi sbarcherà un premier intenzionato a calpestare le norme sui bilanci il conto diventerà più salato. Un modo per mettere pressione sul nuovo eventuale governo antieuropeista e prepararsi a una procedura di infrazione. Quel commissariamento sui conti considerato inevitabile in caso di maggioranza euroscettica.

Alberto D’Argenio

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