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Bruxelles vara le norme pro-Ipo

La Commissione europea ha presentato ieri nuove proposte legislative per facilitare i collocamenti azionari e obbligazionari in Europa, in particolare per le piccole e medie imprese. Il pacchetto di misure, presentato dal commissario agli affari finanziari Jonathan Hill, potrebbe entrare in vigore nel giro di due anni, se l’iter legislativo tra Parlamento e Consiglio fosse veloce. L’obiettivo è di contribuire a incentivare gli investimenti, rafforzare i mercati finanziari, sostenere l’economia.
«Abbiamo bisogno di un prospetto di collocamento che dia agli investitori le informazioni di cui hanno bisogno – ha detto in una conferenza stampa qui a Bruxelles lo stesso Hill –, ma che non provochi costi non necessari o che raffreddi il desiderio delle imprese di raccogliere denaro fresco sui mercati finanziari. Le nostre proposte sono un giusto equilibrio tra la necessità di assicurare garanzie agli investitori, pur aiutando le piccole e medie imprese a raccogliere fondi».
Tra le misure contenute nella proposta c’è prima di tutto la scelta di aumentare il tetto di raccolta di denaro sotto al quale non è necessario pubblicare un prospetto: il limite passa da 100mila a 500mila euro. Gli stati membri potranno scegliere limiti più elevati. Un’altra delle misure annunciate è relativa alle informazioni contenute nella documentazione. Prospetti semplificati saranno utilizzati per le società con una capitalizzazione di 200 milioni di euro (non più di 100 milioni di euro).
Al tempo stesso, l’esecutivo comunitario vuole che per le società che tornano sul mercato, vuoi con l’emissione di azioni vuoi con la vendita di obbligazioni, l’iter procedurale sia semplificato. Le aziende che frequentemente tornano sul mercato potranno godere di una autorizzazione veloce, cinque giorni al massimo da parte delle loro autorità nazionali. L’Esma, l’autorità europea di controllo dei mercati, diventerà il portale informativo per tutti i collocamenti finanziari in Europa.
Secondo Hill, pubblicare oggi il necessario prospetto informativo può costare a una impresa europea tra 10mila e un milione di euro. Nel 2014, sono stati pubblicati nell’Area economica europea (che raggruppa i 28 paesi dell’Unione, oltre che Islanda, Norvegia e Liechtenstein) 3.838 prospetti informativi. Non è la prima volta che la Commissione tenta di semplificare la legislazione europea in questo campo. L’attuale direttiva è già stata modificata nel 2003 e nel 2009.
«Ancora oggi i prospetti di Borsa possono essere lunghi più di 1.000 pagine – ha spiegato l’uomo politico inglese –. Bisogna raddoppiare gli sforzi per semplificarli ulteriormente». Per accelerare l’iter procedurale ed evitare troppa discrezionalità nazionale, l’attuale direttiva verrà trasformata in regolamento. Il testo, quindi, non dovrà essere recepito nelle legislazioni nazionali. Entrerà in vigore non appena sarà approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo.
La proposta di ieri rientra nel tentativo della Commissione di creare una unione dei mercati dei capitali (si veda Il Sole 24 Ore del 30 settembre). Oltre a modifiche ai prospetti di Borsa, Bruxelles intende rilanciare le cartolarizzazioni e promuovere il venture capital. In buona sostanza, l’esecutivo comunitario vuole riequilibrare il finanziamento delle imprese che oggi è quasi tutto rivolto al canale bancario, aprendo loro le porte ai mercati finanziari.

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