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Bruxelles taglia le stime sul Pil italiano. Moscovici: il dialogo con Roma va avanti

«Comprendiamo le difficoltà economiche e sociali dell’Italia», ha affermato il commissario Ue per gli Affari economici, Pierre Moscovici, evitando giudizi critici sulla parte italiana delle Previsioni economiche d’autunno annunciate dalla Commissione. Questo esercizio tecnico degli euroburocrati ha proposto sostanzialmente correzioni minime alle stime del ministero dell’Economia di Pier Carlo Padoan. Per il 2017 prevede una crescita di 0,9% (1% per Roma), 2,4% di deficit (rispetto al 2,3%) e debito su al 133% del Pil (132,8% per l’Economia). Alcuni scostamenti crescerebbero nel 2018. Ma il contesto generale di instabilità e la tradizione dei dati della Commissione (rivisti quasi sempre nelle tornate successive) consigliano ancora più prudenza sulle prospettive lunghe. La crescita media della zona euro — dell’1,5% nel 2017 — chiarisce il ritardo dell’Italia. Le Previsioni segnalano il peggioramento del deficit strutturale. Il debito, problema fondamentale della finanza pubblica italiana, potrebbe stabilizzarsi nel biennio. Problematica resta la disoccupazione (11,5% quest’anno e 11,4% nel 2017), destinata a scontare la fine degli sgravi contributivi triennali alle imprese.

Moscovici ha rinviato al 16 novembre per le valutazioni della Commissione sui bilanci dei Paesi membri (destinate al livello decisionale dell’Eurogruppo il 5 dicembre). Per l’Italia ha anticipato che verranno considerate «in modo giusto e proporzionato le spese per i migranti e le calamità naturali». Padoan chiede 0,4% del Pil. I filo-Berlino della Commissione, i vicepresidenti Valdis Dombroskis (lettone) e Jyrki Katainen (finlandese), il commissario tedesco Gunther Oettinger, premono sul loro presidente lussemburghese Jean-Claude Juncker per concedere 0,1-0,2%. Ma non emerge la voglia di rilanciare le recenti polemiche tra Juncker e il premier Matteo Renzi sul bilancio dell’Italia. Anche per non condizionare l’esito del referendum del 4 dicembre, indicato nelle Previsioni tra i rischi di instabilità per l’economia italiana in difficoltà. Stime prudenti sono state concesse un po’ a tutti i Paesi. A partire dalla Germania, con un surplus commerciale all’8,7% nel 2017, ben sopra il limite massimo Ue del 6%.

Ivo Caizzi

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