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Bruxelles semplifica le regole per lo sbarco in Borsa delle Pmi

Nel tentativo di aiutare il finanziamento di piccole e medie imprese, Parlamento, Consiglio e Commissione hanno trovato ieri un accordo per semplificare le regole da rispettare in occasione della quotazione in Borsa. Alcuni ostacoli saranno eliminati, e i costi saranno ridotti. L’intesa prevede concretamente la modifica di due regolamenti europei: il primo riguarda i prospetti finanziari, mentre il secondo è quello che regola le fattispecie relative agli abusi di mercato.
«Tenuto conto della loro importanza nell’economia reale – ha spiegato il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis – dobbiamo fare sì che le piccole e medie imprese beneficiano delle migliori condizioni di finanziamento in modo che possano crescere e innovare. L’accordo politico (…) è un passo importante per adattare le regole in questo senso. Le misure devono servire ad aiutare le imprese a prosperare (…) senza mettere a repentaglio (…) la protezione degli investitori».
A questo punto, l’intesa politica dovrà essere approvata definitivamente dai due co-legislatori, il Parlamento e il Consiglio, prima della fine della legislatura. Il pacchetto legislativo fa parte di una riforma complessiva dei mercati finanziari nell’Unione europea. La Commissione Juncker sta cercando di associare al mercato unico una unione dei mercati di capitale dove i flussi e gli investimenti finanziari sono più semplici e dove le segmentazioni nazionali sono minori.
Concretamente, le piccole e medie imprese potranno accedere a mercati regolati rispettando criteri meno rigorosi. La semplificazione riguarda in particolare le borse dedicate a imprese con una capitalizzazione media inferiore ai 200 milioni di euro (SME Growth Markets). Quanto alle contrattazioni, la riforma prevede livelli minimi di liquidità in modo da evitare volatilità che possa raffreddare l’interesse degli investitori. Per raggiungere l’accordo di ieri è stato sufficiente un solo Trilogo.
Tra le altre cose, le aziende più piccole non dovranno sottostare a tutte le costose regole che impongono alle aziende di stilare le liste dei dirigenti a conoscenza di dati economici e finanziari sensibili (l’obiettivo di queste liste è di facilitare le indagini nel caso di insider trading). Nel contempo, gli oneri relativi al prospetto necessario nel caso di un passaggio da un SME Growth Market a un mercato di borsa tradizionale dopo tre anni di quotazione nel primo dei due mercati saranno alleggeriti.
Sulla base della sua proposta, pubblicata l’anno scorso, la Commissione europea fece una stima dei risparmi per le piccole e medie imprese (si veda Il Sole/24 Ore del 25 maggio 2018). Per quanto riguarda la semplificazione dei prospetti di borsa, i costi aggregati dovrebbero diminuire di 4,8-7,2 milioni di euro. Quanto alle liste sui dirigenti a conoscenza di dati sensibili, tendenzialmente molto onerose, i costi dovrebbero diminuire a livello aggregato di 2,5-4,9 milioni di euro.
Il testo legislativo deve servire ad aiutare le piccole e medie imprese europee ad accedere ai mercati finanziari, diversificando per quanto possibile le loro fonti di finanziamento in un contesto bancario sempre difficile nel quale i flussi di credito possono essere facilmente influenzati dall’andamento dell’economia. Non per altro, il vice presidente della Commissione europea Jyrki Katainen, responsabile del Fondo Juncker, ritiene che la riforma dovrebbe promuovere l’occupazione e l’innovazione.

Beda Romano

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