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Bruxelles pronta a salvare la Spagna

Le rassicurazioni di Olli Rehn sono solo acqua fresca per il Governo spagnolo. Mariano Rajoy, atteso dall’esame di Moody’s, continua a indugiare sulla richiesta di salvataggio all’Unione europea in funzione anti-spread. Secondo alcune fonti – riportate dall’agenzia di stampa Reuters – il premier spagnolo sarebbe intenzionato a cedere nei prossimi giorni, anche se Angela Merkel frena per non essere obbligata a un altro passaggio al Bundestag.
Dalla Finanziaria dai progressi sulla ricapitalizzazione delle banche non sono arrivate novità di peso: gli investitori e i partner comunitari hanno bisogno di rassicurazioni che forse la Spagna non è in grado di dare, sul risanamento, sulla capacità dell’economia di risollevarsi. O se non ce la fa da sola, sulla determinazione ad affidarsi, senza perdere altro tempo, al salvataggio internazionale.
Ieri a Madrid, il commissario europeo agli Affari economici, Rehn, ha spiegato che la prima tranche del finanziamento alle banche – parte dei 100 miliardi approvati dall’Eurogruppo a luglio – arriverà a novembre e che gli aiuti alle banche non peseranno sul deficit spagnolo: «La ricapitalizzazione delle banche farà aumentare il deficit ma andrà intesa come un intervento one-off e non avrà quindi ripercussioni sul deficit strutturale della Spagna», ha detto Rehn.
La Spagna si era già affrettata a rivedere gli obiettivi di risanamento concordati. Moody’s comunque pur ritenendo «positiva la ricapitalizzazione delle banche spagnole» avanza alcune perplessità sul fabbisogno di 53,7 miliardi di euro indicato dagli stress test e sui 40 miliardi che Madrid ha detto di voler chiedere all’Europa: sono cifre «inferiori a quelle che noi stimiamo necessarie perché le banche spagnole mantengano la stabilità in caso di scenario avverso e molto avverso», sostiene Moody’s che valuta il fabbisogno reale tra 70 e 105 miliardi di euro.
Ma le banche sono solo una delle questioni mai risolte da Madrid negli ultimi tre anni. Presto i titoli del debito spagnolo potrebbero diventare junk, spazzatura: la revisione del rating, sempre da parte di Moody’s, è attesa in queste ore e se dovesse arrivare è destinata a provocare una nuova ondate di vendite, un’ulteriore rialzo dei rendimenti che nonostante gli interventi della Bce sono rimasti a livelli giudicati «insostenibili a lungo» dallo stesso Rajoy.
Per Fitch comunque, la politica di austerity confermata dalla nuova legge finanziaria spagnola per il 2013 e gli aiuti alle banche non avranno effetti sul rating di Madrid. E nemmeno il salvataggio sovrano farebbe modificare il giudizio BBB: la Spagna è «piuttosto vicina» alla richiesta d’aiuto all’Europa ma il salvataggio non farebbe scattare un downgrade del rating spagnolo, conferma David Riley, managing director di Fitch aggiungendo che i mercati «vogliono vedere i soldi» del programma di acquisti di bond da parte della Bce.
Le autorità europee – ha ribadito ieri Rehn – «sono pronte ad agire», ci sono «gli strumenti necessari» nel caso ci sia una richiesta di salvataggio. Molti in Spagna sostengono che Rajoy deciderà solo dopo le elezioni in Galizia e nei Paesi Baschi del 21 ottobre, forse dopo il voto in Catalogna di fine novembre. Sempre che i mercati siano disposti ad attendere.

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