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Bruxelles: per l’Italia crescita ferma a +0,6%, il deficit cala al 2,6%

Il Pil italiano nel 2015 crescerà dello 0,6%. La previsione, invariata rispetto a quella di novembre, è della Commissione europea. Il rapporto deficit/Pil dell’Italia, secondo la Ue, scenderà al 2,6%. Per l’agenzia di rating Fitch, intanto, la rapida elezione di Mattarella aiuterà le riforme, ma la ripresa è fragile.

La Commissione europea pubblicherà oggi nuove stime economiche in un contesto segnato da un andamento dei prezzi che in alcuni paesi della zona euro sfiora la deflazione. Sarà interessante capire quanti vantaggi Bruxelles veda nell’evoluzione al ribasso del greggio e dell’euro per l’economia europea. Dal canto suo, l’agenzia di rating Fitch notava ieri che la rapida elezione del nuovo presidente della Repubblica ha evitato una pericolosa instabilità politica in Italia.
Il prezzo del greggio è sceso in tre mesi del 37% a 54 dollari il barile, mentre la valuta unica ha perso il 5% del suo valore in un mese contro il dollaro (ieri era a 1,14). A titolo di confronto le previsioni di autunno della Commissione si basavano su un cambio euro-dollaro nel 2015 a 1,27 e su un prezzo del greggio a 91 dollari il barile. Secondo una regola generale, una svalutazione del 5% della valuta dovrebbe tradursi in una ulteriore crescita del prodotto interno lordo di circa 0,3 punti percentuali.
Secondo le informazioni raccolte ieri qui a Bruxelles, le nuove previsioni economiche non dovrebbero essere molto diverse dai dati pubblicati in novembre (si veda Il Sole 24 Ore del 5 novembre scorso). A livello di unione monetaria, le stime – ieri sera ancora oggetto di potenziali modifiche – dovrebbero mostrare una crescita dell’1,3% nel 2015 e dell’1,9% nel 2016 (rispetto all’1,1% e all’1,7% previsti in novembre dallo stesso esecutivo comunitario).
Sul fronte dei prezzi, sempre nella zona euro l’inflazione dovrebbe essere prevista leggermente negativa nel 2015 (-0,1%), e poi in netta salita nel 2016, all’1,3%. I dati relativi all’Italia, anch’essi da prendere con cautela in attesa di conferma oggi, prevederebbero una crescita dello 0,6% quest’anno, in linea con la previsione di novembre, e una espansione dell’economia dell’1,3% l’anno prossimo (la stima di novembre parlava per il 2016 di una crescita dell’1,1%).
L’inflazione italiana dovrebbe essere a -0,3% nel 2015 (+0,5% in novembre) e +1,5% nel 2016 (da +2,0%). Bruxelles pubblicherà anche una nuova stima dell’output gap italiano, il divario tra crescita potenziale e crescita reale. In novembre quella per il 2015 era al 3,4% del Pil. Secondo le nuove linee-guida con le quali basare le richieste di riduzione del deficit, una stima tra il 3 e il 4% si dovrebbe tradurre in un aggiustamento dello 0,25% del Pil.
Un giudizio sulla Finanziaria 2015, con la richiesta cifrata di riduzione del disavanzo, è attesa da parte di Bruxelles a fine mese o a inizio marzo. Sempre a proposito di deficit, la stima per quest’anno dovrebbe scendere rispetto a quella di novembre al 2,6% del Pil. Sul fronte della disoccupazione, le prime informazioni raccolte ieri indicavano una previsione della Commissione di un tasso per l’Italia al 12,8% nel 2015, in leggera salita rispetto al 2014, e al 12,6% nel 2016.
Nel frattempo, l’agenzia di rating Fitch ha spiegato sempre ieri che in Italia la recente «rapida elezione di un nuovo presidente della Repubblica dovrebbe aiutare governo e Parlamento a concentrarsi sulle riforme istituzionali ed economiche». L’agenzia ha sottolineato che in Italia le «deboli prospettive di crescita pesano sul rating» e l’outlook nel breve termine «è fragile». Secondo l’agenzia di stampa Bloomberg, parlando a Berlino lo stesso ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha notato che il sistema politico italiano ha adottato negli ultimi mesi necessarie riforme.

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