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Bruxelles non fa sconti sulla privacy ai colossi Usa di Internet, WhatsApp, Skype, Messenger: stop alla raccolta abusiva di dati

Non ci sono solo i cosiddetti cookies terzi, quelli inseriti quasi di soppiatto, cioè senza il consenso degli internauti, nei siti web e che servono a spiare i comportamenti e i profili commerciali dei consumatori nel mirino della Commissione europea che da martedì scorso si occupa di Digital single market (Mercato unico digitale) come ha anticipato ItaliaOggi del 10 gennaio.

Sotto la lente del presidente Andrus Ansip, estone, ex primo ministro del suo paese, un passato nel partito comunista e oggi nel partito riformatore, ci sono anche gli operatori telefonici Ott (Over the top), quelli che stanno sul bancone, come dice la stessa definizione, non dispongono cioè di una rete e di sistemi proprietari ma sfruttano le infrastrutture degli altri.

Stiamo parlando di applicazioni diffusissime e di grande successo come WhatsApp, Facebook, Messenger, Skype, iMessage, Viber che ogni giorno mettono in comunicazione milioni di utenti sui telefonini, sui pc, sui tablet e che per una semplice ragione, diciamo, di anagrafe giuridica (non esistevano quando Bruxelles ha approvato la direttiva sulla e-privacy del lontano 2002), non sono costretti a rispettare tutti gli obblighi di riservatezza (oltre al divieto di cessione a terzi dei dati dei propri utenti) a cui sono, invece, sottoposti gli operatori telefonici tradizionali, dalla francese Orange alla nostra Tim.

Ovviamente, una situazione insostenibile contro la quale le società telefoniche, che si sono viste parassitare traffico e clienti dagli Ott, protestano energicamente da anni.

E ora, finalmente, hanno trovato ascolto dalla Commissione. La quale ha già fatto sapere che in materia di protezione dati «il n’y a pas question», non si discute neanche (mentre si discuterà a lungo sulla faccenda dei cookies terzi che impattano sul business pubblicitario).

Insomma, i colossi americani di Internet proprietari dei vari WhatsApp, Skype, Messenger e di tutte le altre applicazioni, che vendono collegamenti gratis in cambio dei dati dei clienti, dovranno sottostare alle stesse regole delle società telefoniche.

Quindi, niente raccolta abusiva d’informazioni (a meno che non ci sia il consenso esplicito dell’interessato), niente gestione dei Big Data e, soprattutto, niente cessione a terzi, cioè alle tante società, come il colosso francese del retargeting Criteo (quotato al Nasdaq), che lavorano le informazioni ad uso e consumo dell’industria pubblicitaria.

Non solo: gli over the top avranno gli stessi obblighi sociali delle compagnie telefoniche. Per esempio, l’accesso gratuito ai numeri di emergenza (come il 112 europeo), l’allerta meteo o catastrofi naturali, la possibilità per i non vedenti di dettare un sms e così via. Insomma, il Far West è finito. Dal bancone si rientra nei ranghi.

Per sfuggire alle regole europee, forse, non c’è da fare altro che lasciare l’Europa come ha fatto la californiana Snapchat, quella del fantasmino e dei messaggini che si cancellano dopo qualche secondo: in tempi di Brexit ha deciso di installare il suo quartier generale a Londra. Ci sarà un motivo, no?

Camillo Adinolfi

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