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Bruxelles non arretra I nodi degli slot e del marchio per la nuova Alitalia

Dopo 155 scambi di e-mail, ore di incontri (virtuali) e l’invio negli ultimi tre mesi di una quarantina di documenti tra presentazioni, fogli Excel e analisi di mercato iniziano questi giorni i negoziati finali tra l’Antitrust Ue e il governo per far decollare Italia Trasporto Aereo, la newco pubblica creata per rilanciare Alitalia. Negoziati per nulla facili visto che su diversi nodi Bruxelles non intende cedere.

Secondo l’ultima controproposta inviata domenica alla Direzione generale della Concorrenza ITA vuole decollare con 47 aerei per il trasporto passeggeri (di cui sei per le rotte intercontinentali), spiegano al Corriere fonti europee e ministeriali. Altri 2-3 velivoli verrebbero utilizzati per il cargo. I dipendenti, se si considerano anche handling e manutenzione non dovrebbero superare le 4.800 unità. L’operazione richiederebbe in una prima fase meno di 1,8 miliardi di euro di finanziamento (sui 3 miliardi stanziati), ma negli anni successivi la società aprirà linee di credito.

Uno dei nodi è la modalità di passaggio del ramo «aviation» (la parte volo) da Alitalia a ITA: a Bruxelles pensano che questo debba avvenire attraverso una gara, cosa che richiederebbe fino a cinque mesi di tempo, facendo quindi slittare il decollo della nuova società in autunno. Sul programma fedeltà MilleMiglia la newco è disposta a fare il passo indietro, creandosi una sua piattaforma di fidelizzazione. Ma su handling e manutenzione chiede di poter rilevare gli asset con alcuni partner industriali e ottenendo il 51% di uno dei rami (preferibilmente i servizi di terra). Per l’Antitrust Ue invece vanno ceduti a terzi.

Slot e marchio sono i principali ostacoli. ITA offre il taglio di circa 110 diritti di decollo e atterraggio a Milano Linate, Roma Fiumicino e alcuni scali europei «congestionati». Per l’Ue è ancora poco. La riduzione secondo loro deve essere «proporzionale» alle dimensioni della nuova azienda: dal momento che dimezza gli aerei e le persone allora è auspicabile il dimezzamento degli slot. Linea dura dell’Europa anche sul marchio, ritenuto segno evidente della continuità aziendale e proprio per questo non dovrebbe andare a ITA.

Mentre vanno avanti i tavoli tecnici, in settimana non sono previsti quelli «politici» tra la commissaria per la Concorrenza Margrethe Vestager e i ministri Daniele Franco (Economia), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico) ed Enrico Giovannini (Infrastrutture).

Dalla Commissione ripetono, per l’ennesima volta, che il dossier Alitalia non è equiparabile a quelli di Air France e Lufthansa: non solo perché il vettore italiano perde da anni (al contrario degli altri due), ma anche perché qui si tratta di stabilire la discontinuità o meno con ITA.

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