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Bruxelles mette sotto accusa l’Italia «Ignorati i richiami sui motori Fca»

La Commissione europea non ha accolto le richieste di rinvio del ministro dei Trasporti Graziano Delrio e ha aperto la prima fase della procedura d’infrazione per presunte irregolarità nei controlli statali sulle emissioni inquinanti di veicoli Fiat Chrysler (Fca), dopo un’indagine nata sulla scia dello scandalo dieselgate della tedesca Volkswagen. Altri annunci di procedure Ue contro il governo italiano riguardano lo smaltimento dei rifiuti, le acque di scarico e l’autostrada Civitavecchia-Livorno.

La commissaria Ue per l’Industria, la polacca Elzbieta Bienkowska si è detta orientata a un accordo con Del Rio, che ha due mesi per inviare le risposte del suo ministero. «Aspettiamo il nostro dialogo con l’Italia per chiarire i fatti e trovare una soluzione», ha fatto sapere Bienkowska. «Sì, secondo me si doveva evitare. Bastava chiedere chiarimenti ulteriori, ha dichiarato Delrio: «La Commissione dice che si apre la procedura per ottenere chiarimenti. Si poteva fare un dialogo normale, senza aprire una procedura di infrazione»

Il caso è stato sollevato dalle autorità tedesche in relazione alla Fiat 500X e altri modelli, dopo l’esplosione internazionale dello scandalo sui controlli truccati della Volkswagen. C’è stato un tentativo di mediazione tra Berlino e Roma. La Commissione ha esaminato «i risultati delle prove di emissioni e le informazioni fornite dall’Italia». Alla fine ha aperto la procedura chiedendo a Delrio di replicare ai sospetti di «azioni insufficienti sulle strategie di controllo delle emissioni intraprese dal gruppo Fiat Chrysler». Le autorizzazioni sono nazionali. Ma poi valgono negli altri 27 Paesi Ue. A Bruxelles intendono così garantire che, se una casa automobilistica manipola i controlli sulle emissioni inquinanti, «le autorità nazionali devono adottare misure correttive, come ordinare un richiamo, e applicare sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive».

La Commissione ha anche portato davanti alla Corte di giustizia Ue la procedura contro il governo italiano per la mancata bonifica o chiusura di 44 discariche, che «costituiscono un grave rischio per la salute umana e l’ambiente». L’ultimo richiamo, in relazione alla scadenza nel 2009, risale al 2015. Bruxelles ha continuato la procedura sulla mancata messa a norma di sistemi di trattamento delle acque di scarico, comprese le reti fognarie, in 758 comuni con più di 2.000 abitanti. Secondo la Commissione coinvolge 18 regioni e 18 milioni di italiani. Rinvio in Corte di giustizia — per l’assenza della gara d’appalto nella proroga della concessione di 18 anni alla Società Tirrenica — anche per la Civitavecchia-Livorno. Bruxelles — per favorire “occupazione e crescita” — ha esentato dalle restrizioni sugli aiuti di Stato una parte dei fondi pubblici per porti, aeroporti, cultura e regioni “ultraperiferiche”.

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