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Bruxelles ha organizzato il prestito ponte Ai greci 110 miliardi in 5 anni per il rilancio

L’Europa ha organizzato il prestito ponte, che porta a un pacchetto complessivo di oltre 110 miliardi fino al 2020 per il salvataggio e il rilancio economico della Grecia. In questo modo a Bruxelles — dopo che nella notte il Parlamento di Atene avrà dato il via libera — intendono bilanciare le pesanti misure di austerità, imposte dall’Eurosummit dei 19 capi di Stato e di governo al premier greco Alexis Tsipras soprattutto su pressione della cancelliera tedesca di centrodestra Angela Merkel. 
Il Parlamento di Berlino vota domani i nuovi prestiti ad Atene. Merkel ha fatto sapere che non ha mai condiviso il progetto del suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, di uscita della Grecia dalla zona euro per cinque anni. Alcuni esponenti del loro partito Cdu la pensano come Schäuble e potrebbero votare no al compromesso dell’Eurosummit. Le previsioni annunciano comunque l’approvazione tedesca.
Il presidente Usa Barack Obama, da settimane attivissimo per evitare una rottura tra Germania e Grecia, ha inviato il segretario del Tesoro Jack Lew in missione a Francoforte dal presidente della Bce Mario Draghi, che oggi deve decidere sulla liquidità d’emergenza alle banche elleniche sull’orlo del collasso. Oggi Lew è atteso da Schäuble e poi a Parigi dal ministro delle Finanze Michel Sapin. La Casa Bianca non vuole rischiare un’uscita della Grecia dalla zona euro, che potrebbe riflettersi negativamente sull’economia globale e avvicinare Atene alla Russia (in cambio di aiuti). Obama avrebbe convinto anche il Regno Unito a frenare la sua opposizione a usare il fondo salva Stati dell’Ue per il prestito ponte ad Atene.
Oggi l’Eurogruppo, preso atto del voto ad Atene, dovrebbe definire in teleconferenza il finanziamento d’urgenza. Domani i rappresentanti dei 28 ministri dell’Ecofin dovrebbero approvarli con procedura scritta (senza riunirsi). Sette miliardi servono per lo scoperto con il Fmi e per la rata in arrivo con la Bce. Altri 5 miliardi eviterebbero l’insolvenza per tutta l’estate. Tsipras potrà restituire questi 12 miliardi in tre mesi, attingendo dai primi prestiti del terzo piano (per 82-86 miliardi in tre anni) deciso dall’Eurosummit.
La Commissione europea ha annunciato accelerazioni e condizioni più favorevoli nei 35 miliardi stanziati fino al 2020 per aiutare l’economica ellenica. Ha avanzato dubbi di sostenibilità del debito greco. Anche il Fmi e la Francia hanno considerato necessaria una riduzione dell’esposizione per consentire alla Grecia di onorarla. Si parla anche di dilazioni lunghissime. Il premier francese Manuel Valls ha confermato l’intenzione Ue di procedere a un alleggerimento del debito ellenico affinché la Grecia «possa pensare a un avvenire non di soli rimborsi».

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