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Bruxelles gela la Germania su Fca «Sulle emissioni verifiche in Italia»

Scende in campo l’arbitro — la Commissione Ue — nella partita tra Italia e Germania sulle emissioni auto. E sostanzialmente dà ragione al governo italiano che, per bocca del ministro dei Trasporti Graziano Delrio, fin da giovedì 19 maggio ha evidenziato «che il confronto sulle emissioni dei veicoli Fca deve avvenire tramite le due autorità di omologazione nazionali». Per la Commissione Ue, infatti, spetta agli stati membri discutere e chiarire fra loro, e non con i costruttori, nel caso ci sia un modello auto omologato in un Paese ma che, secondo l’autorità di un altro, non rispetta le norme. In particolare, la Commissione ricorda che la direttiva in vigore «prevede un meccanismo che consente a uno Stato membro di contestare l’omologazione data da un altro Stato membro».

È il caso, appunto, del dieselgate sollevato per Fca dal ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt e che ha suscitato la reazione di Delrio: secondo i test effettuati da Berlino dopo lo scandalo Volkswagen sulle emissioni, la Fiat 500 X di Fca, omologata in Italia, non sarebbe conforme. Convocata dal ministro tedesco, la casa automobilistica non si è presentata alla chiamata di Berlino. «È prima di tutto un dialogo tra i due stati membri coinvolti», ricorda le regole Bruxelles, «con l’obbligo di tenere la Commissione informata e la possibilità per questa di facilitare una soluzione se non viene trovata un’intesa». Finora «non abbiamo ricevuto nessuna lettera da parte delle autorità tedesche su Fca, quando la riceveremo la studieremo attentamente». Fermo restando che — come ha spiegato la portavoce della commissaria all’industria Elzbieta Bienkowska — nel sistema attuale «la responsabilità di porre rimedio alle violazioni spetta allo Stato membro in cui è stata data l’omologazione» al modello auto, e «nessun altro Stato membro né la Commissione possono richiamare» gli eventuali veicoli coinvolti. Fosse verificato un problema con il modello di Fca che ha ricevuto l’omologazione in Italia, toccherebbe quindi a quest’ultima agire.

Scendendo nel dettaglio del caso, secondo la Bild am Sonntag le indagini del ministero tedesco hanno rilevato che la 500x è attrezzata con un software che interrompe il meccanismo di riduzione delle emissioni dopo 22 minuti. Dopo le rivelazioni della stampa tedesca, l’organizzazione ecologista Umwelthilfe ha chiesto al capo di Fiat Germania Giorgio Gorelli «di interrompere immediatamente vendite e consegne della Fiat 500X MultiJet 2.0 e degli altri veicoli diesel dotati del software vietato». Dal suo canto Fiat Chrysler Automobiles — attraverso un portavoce del gruppo — ha ribadito che i suoi veicoli sono conformi alla normativa vigente, senza commentare le indiscrezioni del periodico tedesco sul possibile coinvolgimento nel caso emissioni. Indiscrezioni che ieri hanno fatto perdere al titolo il 4,44% alla Borsa di Milano.

Michelangelo Borrillo

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