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Bruxelles conferma “Eurotassa possibile idea da esplorare”

Si può fare. Anche da Bruxelles si accende il segnale verde alla costituzione di un’Eurotassa che serva ad alimentare un bilancio affidato a un super ministro del Tesoro Ue. «Si tratta di una idea interessante e vale la pena esplorarla ». Così ieri, un portavoce della Commissione ha commentato le indiscrezioni anticipate dal settimanale tedesco Der Spiegel e riprese da tutti i media del Vecchio Continente.
Ma a cosa servirà l’eurotassa e da cosa verrà alimentata? A fornire un tesoretto per affrontare emergenze finanziarie.Un piano che ha padrini ad alto peso specifico: la proposta è sponsorizzata dal presidente della Commissione, il lussemburghese Jean-Claude Juncker e dal ministro dell’Economia tedesco Wolfgang Scheauble. L’inflessibile “falco” nelle trattative con la Grecia, dimostrerebbe in questo caso di aver compreso che il solo rigore non può risolvere il nodo politico di una Eurozona che viaggia con regole finanziarie diverse.
Ecco, allora, la proposta di un bilancio cui contribuiscono, in una prima fase, tutti gli stati che hanno adottato l’euro; devolvendo parte delle risorse incamerate con l’Iva o l’Irpef a livello nazionale. In alternativa, potrebbe essere studiata una tassazione ad hoc per finanziare il fondo di dotazione del Tesoro europeo.
Del resto, c’è già chi se ne occupa. Come ha ricordato lo stesso portavoce di Bruxelles: si tratta della commissione presieduta da Mario Monti chiamata proprio a definire un percorso che porti a un bilancio unico. «Questa e altre idee saranno esplorate da un gruppo di esperti da stabilire nel contesto del rapporto dei quattro presidenti» sul futuro dell’Unione monetaria. Per questo la Commissione «accoglie con favore tutte le idee che aiutano a far avanzare verso una visione comune per il futuro dell’Unione ».
Nella direzione di un euro forte, espressione «di un’unione politica e fiscale» anche le parole del ministro dell’Economia Padoan al Financial Times.
«Non prendiamoci in giro — avverte — l’opzione di un’uscita di un Paese dall’euro è sul tavolo ».
Mentre si lavora al futuro economico dell’Unione, c’è da salvaguardare anche il presente. Che ha il suo epicentro sempre nella questione Grecia: domani riprenderanno i colloqui tra la troika Ue-Bce-Fmi sul terzopacchetto di aiuti da 86 miliardi di euro. Atene spera di raggiungere un accordo prima del 20 agosto prossimo, giorno in cui il governo greco deve rimborsare alla Bce 3,2 miliardi di euro. Intanto, Francoforte ha respinto la proposta delle autorità greche di riaprire la Borsa senza restrizioni.
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