Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Bruxelles chiede a Mps di ridurre i rimborsi sui bond Venete, prorogata offerta ai soci

L’eterna trattativa con l’Europa per salvare le banche italiane s’istrada sul piano inclinato della politica. Per Monte dei Paschi, dove la volontà di tutti gli attori è chiara verso la ricapitalizzazione precauzionale di Stato da 8,8 miliardi, servirà un mese per limare un altro po’ i costi (quindi il personale) e abbassare ancora il ristoro ai quasi 50mila titolari di bond subordinati: che rischiano di pagare un pegno più alto di quanto annunciato a Natale, e già rettificato – d’intesa con l’Antitrust Ue – l’1 febbraio. Fino a un miliardo di euro.
Per Vicenza e Veneto banca, che ieri hanno esteso fino a martedì alle 13.30 i termini per aderire all’offerta di transazione stragiudiziale con i vecchi soci, deve ancora partire il negoziato operativo con Bruxelles: serviranno almeno un paio di mesi per capire se la Commissione, sentita la Bce, darà titolo allo Stato per intervenire in forma precauzionale, senza il più aggressivo (per soci obbligazionisti e correntisti sopra i 100 mila euro) “bail in”.
Su Siena, dossier aperto da tre mesi, siamo «all’ammuina», dice un protagonista. I grandi d’Europa sanno bene che non si può lasciare sulle spine una banca italiana sistemica e anche l’Eurotower sembra di supporto in questa fase. Ma Bruxelles teme di creare un brutto precedente, mentre accetta i 6,6 miliardi dello Stato per salvare Mps. Non vogliono, i funzionari europei, dare l’idea che la direttiva sui salvataggi privati bancari sia stata scritta per gioco. Per questo, negli ultimi colloqui coi vertici del Tesoro e della banca senese, Bruxelles avrebbe chiesto nuove restrizioni per il rimborso dei subordinati in tasca al pubblico. Con gli emendamenti al decreto di febbraio furono estromessi tutti i bond comprati da inizio 2016, quando la legge sul bail in entrò in vigore, e introdotte soglie di prezzo d’acquisto per escludere le condotte speculative.
Dopo la modifica Mps aveva stimato in un miliardo il ristoro da contabilizzare per gli 1,6 miliardi di bond 2018 non ancora venduti (l’emissione fu di 2,1 miliardi). Ora Bruxelles chiede che quel miliardo si riduca fino al 50%, e non vuole computarlo nel patrimonio Mps. Una tesi con poco fondamento tecnico (la computabilità spetta a Bce), ma con buoni argomenti “politici”: specie in vista del negoziato, ben più scosceso, con Roma sull’aumento precauzionale delle banche venete.
A Vicenza e Montebelluna si lavora su due fronti: chiudere le offerte di transazione (finora ha aderito circa il 65% delle azioni coinvolte) e approvare i conti; per entrambi la data è il 28 marzo. Il rosso cumulato si stima sui tre miliardi, mentre è imminente il responso della Bce sulla necessità di nuovo capitale. I bilanci verranno scritti nell’ipotesi di continuità aziendale ma la liquidità comincia a dare nuovi segni di sofferenza e difficilmente le banche potranno aspettare troppo tempo senza ricapitalizzare.
L’ipotesi è che ci sia bisogno di 4,7 miliardi (uno già versato da Atlante): un intervento che sostanzialmente azzererebbe quanto versato dal fondo nei precedenti aumenti.
Nel frattempo ieri è stato sentito Gianni Zonin. L’interrogatorio è durato circa cinque ore e l’ex padre padrone della Vicenza avrebbe risposto alle domande dei pm.

Andrea Greco e Vittoria Puledda

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Pasticcio di golden power alla parmigiana. La Consob ha sospeso, dal 22 gennaio e per massimi 15 gio...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il progetto di integrazione di Stellantis prosegue a marcia spedita. Dopo la maxi cedola di 2,9 mili...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la stagione dei conti societari a Wall Street con la pubblicazione, tra oggi e domani...

Oggi sulla stampa