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Bruxelles chiede dettagli sulla fusione Fca-Psa

La Commissione europea chiede chiarimenti sulla fusione tra i gruppi Fiat Chrysler e Peugeot. Secondo indiscrezioni circolate a Bruxelles e rilanciate da Reuters, l’Antitrust Ue guidato dalla danese Margrethe Vestager ha domandato alle aziende maggiori garanzie per la salvaguardia della concorrenza in merito alla fusione. I ragionamenti dell’esecutivo comunitario riguarderebbero i minivan prodotti dalle due aziende. In particolare, l’authority europea chiederebbe rimedi capaci di evitare qualsiasi genere di concentrazione nel settore. Il termine ultimo per rassicurare la Commissione è previsto per domani. Bruxelles prenderà una decisione finale sul dossier entro il 17 giugno. Ma nel caso non fosse convinta, potrebbe allungare i tempi dell’esame di altri 90 giorni lavorativi, estendibili a 105, per svolgere un’indagine approfondita e dialogare con le parti alla ricerca di una soluzione.
Come di consueto per un caso pendente, la Commissione europea ieri non ha commentato le indiscrezioni, limitandosi a ricordare il termine provvisorio della prossima settimana per la decisione. Anche Fca e Psa non hanno commentato. Nel 2019 il mercato europeo (Eu28 + Efta) dei veicoli commerciali leggeri, che comprende quelli fino a 3,5 tonnellate, è stato di 2,35 milioni di unità. La quota di Fca (10,8%) sommata a quella dei diversi marchi del gruppo Psa (Peugeot 9,9%; Citroën 8,5 e Opel 4,5) raggiungerebbe il 33,7% e sarebbe la più consistente. L’anno scorso il leader di mercato Ford si era infatti fermato al 16,4%, seguito da Renault con il 13,8 (ma occorrerebbe considerare anche Dacia con l’1,1%, Nissan con il 2,3 e Mitsubishi con l’1,1) e Volkswagen con il 13,4.
Il settore è però composto da veicoli con caratteristiche molto diverse fra loro, che vanno dalle semplici rielaborazioni delle normali vetture destinate all’uso passeggeri ai furgoni veri e propri.
In quest’ultimo segmento Fca e Psa sono alleate già da tempo e producono insieme i loro veicoli nello stabilimento abruzzese di Atessa, dove vengono assemblati il Fiat Ducato, il Peugeot Boxer e il Citroën Jumper. Lo stabilimento è di proprietà di una joint venture paritetica che si chiama Sevel. Dopo un 2019 in crescita, la Sevel aveva iniziato a pieno ritmo anche il 2020, al punto che per coprire i turni era stato impiegato del personale di altri stabilimenti italiani del gruppo Fca. Nei primi due mesi dell’anno erano stati prodotti 47.777 furgoni, rispetto ai 44.580 dello stesso periodo del 2019. Per l’intero 2020 la società prevedeva di portare la produzione a 308 mila veicoli, con un incremento del 5 per cento rispetto all’anno precedente. Poi il Covid ha rimesso i piani in discussione.
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