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Ma Bruxelles aspetta al varco e il nuovo governo rischia di dover fare la manovra bis

Gli ampi programmi elettorali dei partiti sembrano essersi dimenticati di una fastidiosa discussione avviata con Bruxelles lo scorso autunno. Già a novembre, considerando il vecchio programma di governo che volava decisamente più basso rispetto alle ipotesi attuali prospettate dai vari partiti, Bruxelles aveva giudicato troppo modesta la correzione del deficit italiano, ben al di sotto dello 0,3% richiesto, e si era parlato di una manovra correttiva compresa tra i 3 e i 4 miliardi di euro. Per il momento la Commissione non si pronuncia, e attende gli esiti delle elezioni per confrontarsi con il nuovo governo. Le ultime previsioni anzi hanno aggiornato al rialzo la crescita italiana per il 2018, all’ 1,5%. Certo, è un miglioramento, ma è ancora poco rispetto agli altri Paesi e alla media Ue, oltre il 2%. Per il resto, il documento Ue pubblicato da Bruxelles alcuni giorni fa non parla di deficit e di debito, solo di Pil e inflazione, appunto, per non interferire. Ma l’argomento è solo sospeso. Il che non significa che in altri ambiti non se ne parli. O che i protagonisti della scena internazionale non stiano già facendo i propri calcoli: i fondi speculativi, per esempio, stanno scommettendo somme ingenti sul rischio Italia, richiamando alla memoria scenari peggiori, gli attacchi ai debiti sovrani del 2011, che hanno portato alla caduta del governo Berlusconi e al governo Monti.
Il Financial Times ha ricordato in un lungo articolo sulle elezioni che il debito pubblico italiano è il terzo dei Paesi Ocse, ed è cresciuto di 33 punti percentuali dal 2007 a oggi. Gli ultimi dati lo pongono poco al 131,6% del Pil. I conti pubblici stanno migliorando in modo consistente, ha ribadito recentemente il ministero dell’Economia, replicando alle conclusioni non troppo ottimistiche del report pubblicato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, che riporta in campo l’ipotesi manovra bis, a fronte di un « rischio di deviazione significativa » dalle regole di bilancio. Voci preoccupate si sono rincorse negli ultimi giorni: la Corte dei Conti ha chiesto di « non abbassare la guardia » , ribadendo che una ulteriore crescita del debito pubblico è «una via ormai preclusa». Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco al convegno Assiom Forex ha invocato « scelte responsabili » . Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha invitato i Paesi con alto debito come l’Italia a non illudersi che i conti siano migliorati come sembra: al momento i tassi bassi danno un contributo importante, ma non rimarranno così a lungo. In effetti già i segnali di rialzo si riflettono sullo spread. Anche se i tassi salissero di poco, le conseguenze sarebbero pesanti. Già così, a bocce ferme, c’è poco spazio di manovra, e gli aumenti di spesa prospettati dai programmi dei vari partiti sembrano fantascienza. Lo scenario più realistico rimane quello secondo il quale il conto che Bruxelles ha tenuto per ora in sospeso, rinviandolo alle previsioni e alle “ raccomandazioni” di primavera, venga presentato a stretto giro al nuovo governo.

Rosaria Amato

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