Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

British Airways porta Alitalia in tribunale

Mentre Iag (British Airways più Iberia) affila le armi e prepara la carta bollata per fermare l’ingresso di Poste in Alitalia, l’ad della compagnia italiana vola a Parigi.
Gabriele Del Torchio nelle ultime ore avrebbe incontrato i vertici del vettore francese, dopo le dichiarazioni di guerra filtrate dai giornali transalpini e mai smentite. Air France-Klm, queste le indiscrezioni dell’altro giorno, potrebbe “diluire” la propria presenza in Cai scendendo all’11% (dall’attuale 25%), perdendo sì il controllo del vettore romano, ma lasciandolo anche alla deriva in mare aperto. Un passaggio fin troppo delicato per affidarlo a telefonate o riunioni in teleconferenza.
Sono infatti trascorsi otto giorni dal via libera dell’assemblea dei soci all’aumento di capitale da 300 milioni, ma da Parigi non partono segnali incoraggianti per la definitiva partecipazione all’iniezione di liquidità. Sul groppone di Alitalia, questo il motivo principale di tanta incertezza, pesa un fardello di debiti cospicuo che i francesi non hanno alcuna intenzione di caricarsi sulle spalle. E quindi, a 5 giorni dalla scadenza del lock-up — che fino al 28 ottobre vincola i soci a cedere i titoli solo tra gli azionisti di Cai — Alitalia procede nella nebbia più fitta. Il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi resta però ottimista e si augura «che Air France sottoscriva l’aumento di capitale. In caso contrario scenderà sotto l’11% aprendo alla ricerca di un partner internazionale». Gli fa eco a distanza l’ad di Unicredit Federico Ghizzoni: «Mi risulta che Air France stia ancora facendo le sue valutazioni e che non abbia preso una decisione».
A metterci un bel carico, nel frattempo, ci pensano gli inglesi di Iag che ieri, col numero uno Willie Walsh, hanno dichiarato guerra a Poste italiane e all’ingresso del gruppo in Alitalia: «Stiamo pensando ad adire alle vie legali perché si tratta di un palese aiuto di Stato», ha spiegato Walsh precisando che «le compagnie che ricevono aiuti rappresentano un danno per chi agisce correttamente ». Oggi uno dei timori principali per Iag è che il vettore britannico resti al palo per numero di passeggeri: nel 2012, British più Iberia ne hanno imbarcati 55 milioni contro i 77 di Air France-Klm e i 103 di Lufthansa. Una incorpo-razione del vettore romano porterebbe Air France-Klm-Alitalia ad una incollatura dai concorrenti tedeschi doppiando Iag.
Nel frattempo si rincorrono le voci sul nuovo piano industriale che dovrebbe sostenere i conti di Alitalia. Come anticipato da Repubblica, all’orizzonte si profilano 1.120 esuberi (200 piloti, 420 assistenti di volo, 300 impiegati e 200 addetti alle manutenzioni) più un doloroso stop ai contratti a tempo determinato. Per questo il clima sindacale a Fiumicino volge al peggio come spiega il segretariogenerale aggiunto della Uilt Marco Veneziani: «Dopo mesi di infruttuoso dialogo con l’azienda, confermiamo per martedì lo sciopero di 4 ore di piloti e assistenti di volo» proclamato anche da Anpac, Avia, Anpav, Ugl.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa