Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Brexit, Vodafone: nessuna decisione sul trasferimento dell’headquarter fuori dal Regno Unito

Vodafone Group non ha ancora preso una decisione sull’eventuale trasferimento del proprio quartier generale al di fuori del Regno Unito a causa delle ripercussioni della Brexit ma sta comunque monitorando attentamente la decisione.
L’operatore telefonico, il secondo al mondo nella telefonia mobile per numero di abbonati, smentisce dunque le indiscrezioni di stampa circolante nel Regno Unito nei giorni scorsi subito dopo il voto referendario favorevole all’uscita dall’Unione Europea e almeno per il momento conferma la sua sede a Newbury, nella contea inglese del Berkshire. “Restiamo impegnati nel supportare i nostri clienti britannici e continueremo a investire nella nostra compagnia locale del Regno Unito in futuro”, ha spiegato il gruppo.
Tuttavia Vodafone esprime cautela sulle sue intenzioni e soprattutto sulle sue decisioni di lungo termine nella convinzione di quanto sia necessario attendere ulteriori sviluppi prima di prendere una decisione tanto importante. Oltre a sottolineare i benefici ottenuti dall’appartenenza del Regno Unito all’Unione Europe come la libera circolazione delle persone e dei beni e il quadro giuridico unico, ha messo in chiaro di non essere ancora in grado di valutare i vantaggi di un trasferimento in un Paese Ue. Il processo di valutazione potrebbe richiedere due o piu’ anni di tempo, rendendo cosi’ impossibile “trarre qualsiasi conclusione definitiva per quanto riguarda la sede del gruppo nel lungo termine”.
“Continueremo a valutare la situazione e adotteremo le decisioni appropriate nell’interesse dei nostri clienti, azionisti e dipendenti”, ha sottolineato ancora il gruppo britannico, facendo presente come “la grande maggioranza” dei suoi 462 milioni di clienti, dei 108 mila dipendenti e dei 15 mila fornitori siano siti al di fuori del Regno Unito.
Vodafone, che ha i suoi uffici centrali tra Newbury e Londra, ha fatto inoltre presente come il 55% dell’Ebitda consolidato sia generato in Europa continentale.
Del resto la società britannica sta facendo intendere da mesi la possibilità di un trasferimento della sede in caso di Brexit. Il suo amministratore delegato, l’italiano Vittorio Colao, ha sostenuto, ben prima della data del referendum, che un’uscita del Regno Unito dalla Ue avrebbe penalizzato le capacità di Vodafone di accedere all’industria digitale europea. Venerdì scorso, il giorno dopo il referendum, la società ha comunque fatto presente come sia “troppo presto” per determinare se la Brexit possa tradursi in un trasferimento della sede.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa