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Brexit, un affare per i tedeschi

Dopo la Brexit, chi investe in immobili fugge da Londra. E si rifugia in Germania. Sarà sempre colpa della perfida Angela? I prezzi di appartamenti e uffici, e gli affitti, continuano a salire nella capitale tedesca. Le Cassandre mettono in guardia dall’inevitabile bolla. Prima o poi arriverà, ma intanto chi investe nel mattone guadagna.

Sull’uscita dei britannici si tratta, ma è già in atto sul mercato immobiliare, dichiara alla Welt, Alexander Kropf, esperto per la Germania dell’agenzia di consulenza «Cushman & Wakefield».

Nel primo trimestre dell’anno le transazioni immobiliari a casa della Merkel hanno raggiunto un volume di 16,5 miliardi di euro, con un incremento del 33%. Nello stesso periodo sono calate in Gran Bretagna del 43%, scendendo a 11,3 miliardi. In Francia sono diminuite del 36%, a 3,9 miliardi, in Svezia del 25% a 2,7 miliardi. Solo in Spagna l’incremento in percentuale è superiore del doppio rispetto alla Germania, il 66%, ma il volume è molto più modesto, appena 3,6 miliardi. Un processo che diventa sempre più veloce: per l’intero 2016 infatti gli investimenti tedeschi erano calati del 4%, a 67 miliardi, ma quelli britannici registravano un calo del 44%, per un totale di 52,6. A Berlino si continua a costruire freneticamente, soprattutto case di lusso e uffici, e a Francoforte, dove si attende il trasloco da Londra di banche e di società finanziarie.

La Brexit, un bell’affare per i tedeschi. Di pari passo sale la rendita dei fondi immobiliari. Il mercato tedesco è stato per anni stabile, e ha offerto guadagni molto più modesti rispetto alla Gran Bretagna, ma ora si paga il conto: da una rendita del 20,5% nel 2010, a Londra si è passati al 24,5% nel 2014, per crollare a un -12,1 l’anno scorso. Il grafico riguardo alla Germania mostra una linea senza impennate per diversi anni, intorno all’1,8%, poi si cala allo 0,7 nel 2013, per balzare al 7,9 nel 2016. Per il futuro, avvertono gli esperti, in Germania non ci si deve aspettare guadagni straordinari, ma in compenso si avrà stabilità, economica e politica. Secondo «Cushman & Wakefield» fino al 2021, gli affitti per gli uffici dovrebbero salire a Berlino del 3,6% all’anno. Niente affatto male in un periodo di incertezza mondiale.

A Francoforte, dove i prezzi sono già molto alti, l’incremento sarà dell’1,6% annuo. Solo nel primo trimestre dell’anno in corso, i prezzi degli uffici sono saliti a Berlino del 7,1%, a Francoforte del 6,9%. A Londra il mercato stagna.

Non si tratta solo dell’effetto speculativo, scrive Die Welt. L’economia tedesca cresce, almeno dell’1,2 all’anno, e di conseguenza salgono gli stipendi, e il numero degli occupati. Chi guadagna di più, ovviamente, è disposto a pagare di più per gli affitti, o si decide a comprare casa. Gli occupati nel settore finanziario cominciano a lasciare Londra, mentre Wolfgang Schaüble, il ministro delle finanze, cerca di attrarre le banche verso Francoforte. Una ventina di istituti finanziari starebbero già sondando la situazione nell’eventualità di un trasloco dal Tamigi al Meno. Diverse società finanziarie saranno costrette dalla Brexit a trovare una nuova sede sul continente, e Francoforte offre servizi più efficienti di Parigi o di Milano.

Roberto Giardina

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