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Brexit a rischio stallo e il nodo Irlanda

Altro che uscita dall’Ue, il Regno Unito potrebbe rimanere legato all’Europa «per un tempo indefinito». È la scomoda verità che la premier Theresa May è stata ieri costretta a rivelare dopo aver provato a secretare per giorni il “parere legale” sulla Brexit scritto dall’attorney general del governo (cioè il suo massimo legale) Geoffrey Cox.
Non solo: nel documento c’è scritto che i negoziati tra Londra ed Europa potrebbero protrarsi potenzialmente all’infinito, che si rischia uno “stallo” diplomatico e che il Regno Unito non ha alcuna facoltà legale di recedere dall’accordo sull’Irlanda. In realtà, da quando May ha raggiunto a fatica un accordo con le autorità Ue sulla Brexit, questi rischi, seppur ipotetici, erano chiari fin dall’inizio a tutti. Ma, messi nero su bianco dalla massima autorità legale governativa, rafforzeranno non poco la propaganda dei ribelli conservatori pro-Brexit e degli altri euroscettici, che accusano la premier di aver svenduto il Regno Unito a Bruxelles.
Il meccanismo del backstop concordato nell’accordo con l’Ue prevede la permanenza a oltranza della Gran Bretagna nell’unione doganale europea e dell’Irlanda del Nord nel mercato unico per evitare il ritorno delle frontiere tra le due Irlande e delle tensioni, fino a quando non verrà trovata una soluzione stabile.
May insiste nel dire che si tratta di una scappatoia “temporanea” e che il backstop non conviene neanche all’Ue. Ma è innegabile che una possibilità, seppur minima, che il Regno Unito resti legato all’Europa per diversi altri anni esiste.
Ecco perché May ha fatto di tutto per non far pubblicare il parere legale, almeno fino a martedì, quando una mozione delle opposizioni ha sconfitto in Parlamento il governo. Ieri alla Camera dei Comuni, durante il dibattito fiume che continuerà fino all’11 dicembre quando si voterà l’accordo di May, i pro-Brexit hanno accusato il governo di voler insabbiare il parere legale di Cox. Altri hanno provato a dire che May ha mentito al popolo. Il presidente della Camera Bercow li ha subito bloccati: il regolamento della House of Commons vieta di accusare altri parlamentari di essere falsi, disonesti o ubriachi.
Le buone vecchie maniere inglesi, finché dureranno.

Antonello Guerrera

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