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Brexit, opposizione pronta a bloccare per legge l’uscita senza accordo

A Westminster l’alleanza anti-Brexit passa dalle parole ai fatti. I partiti di opposizione ieri hanno concordato un piano per usare «mezzi legislativi» per bloccare un’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea senza un accordo.

La tregua estiva sta per finire. La settimana prossima il Parlamento riaprirà dopo la pausa di agosto e i deputati, gran parte dei quali sono contrari a un “no deal”, intendono ostacolare il Governo. Il premier Boris Johnson ha più volte ribadito che Brexit avverrà entro il 31 ottobre «a qualsiasi costo» e ha minimizzato i possibili rischi di un’uscita senza accordo.

Dopo settimane di trattative e contrasti dietro le quinte, ieri l’incontro organizzato dall’opposizione laburista ha dato frutti. Jeremy Corbyn, assieme ai leader dei LiberalDemocratici, dei Verdi, dell’Snp scozzese, del gallese Plaid Cymru e dell’Independent Group for Change hanno deciso una strategia comune da mettere in atto «con urgenza». Si tratta di approvare una legge in settembre per bloccare un’uscita senza accordo il 31 ottobre, costringendo il Governo a chiedere un rinvio della data di Brexit. «L’incontro tra leader dell’opposizione è stato produttivo e dettagliato su come fermare una disastrosa uscita dalla Ue senza accordo», spiega il comunicato finale. La prospettiva di una via d’uscita dall’impasse ieri ha rafforzato la sterlina.

Nessun deputato Tory ha partecipato all’incontro, ma subito dopo Corbyn ha inviato una lettera a 116 parlamentari conservatori o indipendenti contrari a un no deal per chiedere il loro sostegno. La lista comprende l’ex premier Theresa May, l’ex cancelliere Philip Hammond e l’ex ministro del Business Greg Clark. Si prevede che l’alleanza potrà contare su numerosi, anche se non tutti, conservatori contrari a un no deal e quindi dovrebbe avere i numeri necessari per far approvare la legge, legando le mani di Johnson e affermando la supremazia del Parlamento sull’Esecutivo.

Le voci, smentite dal Governo, dell’intenzione del premier di esautorare il Parlamento sospendendolo per qualche settimana per imporre un’uscita dalla Ue senza intesa prima di fine ottobre hanno causato forti polemiche in Gran Bretagna. Secondo gli esperti legali del partito laburista un gesto simile sarebbe «il più grave abuso di potere e il più grave attacco ai principi costituzionali che si possa ricordare».

Per raggiungere l’accordo con gli altri partiti Corbyn ha dovuto fare un passo indietro. Il leader laburista infatti aveva fatto una proposta diversa: voleva che il Parlamento votasse la sfiducia al Governo Johnson, per poi diventare primo ministro di un Governo di transizione che avrebbe portato il Paese verso elezioni anticipate o un secondo referendum sulla Ue. I liberaldemocratici e i ribelli conservatori si sono però schierati contro l’idea perché ritengono inaccettabile la nomina a premier di Corbyn, considerato un estremista di sinistra, anche se solo per un breve periodo.

L’alleanza contro il no deal non ha reso noti i dettagli della legge che intende far passare in settembre, perché, ha spiegato Anna Soubry, ex deputata Tory e ora leader dell’Independent Group for Change, «sappiamo con chi abbiamo a che fare». Si prevede che verrà chiesto un dibattito di emergenza in Parlamento e poi l’approvazione della legge

Se la strategia legislativa non funzionerà, allora si tornerà alla proposta di Corbyn di una mozione di fiducia contro il Governo come «ultima ratio», ha detto Soubry.

Downing Street ha accusato i partiti di opposizione di attuare una «perversa strategia di sabotaggio», affermando che «questa coalizione di anti-democratici» punta a minare la posizione britannica in un momento particolarmente delicato. Le trattative con la Ue ora «stanno facendo progressi» dopo gli incontri di Johnson con vari leader europei al G7 lo scorso fine settimana, secondo il Governo.

Mentre i partiti di opposizione mettono a punto la loro strategia per rinviare l’uscita dalla Ue, il Brexit Party vuole accelerare i tempi. Il leader Nigel Farage ieri ha offerto a Johnson un patto elettorale di «non aggressione« per arrivare a una chiara maggioranza a favore di no deal alle urne. «Un Governo Johnson deciso a fare la cosa giusta e che lavora in tandem con il Brexit Party sarebbe inarrestabile, porterebbe a una grande maggioranza in Parlamento e libererebbe questo Paese», ha dichiarato Farage. Secondo alcune voci il premier starebbe prendendo in considerazione l’idea di elezioni anticipate a ottobre.

Nicol Degli Innocenti

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