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Brexit, nella notte l’offerta di Bruxelles proposta a May proroga fino al 31 ottobre

Accordo faticoso, raggiunto tra gli europei a tarda ora a Bruxelles ma sul quale Theresa May ha chiesto una riflessione che si è prolungata nella notte: prevede un altro rinvio della Brexit, questa volta di sei mesi, fino al 31 ottobre, per scongiurare il temuto no deal, il divorzio senza intesa che altrimenti scatterebbe domani danneggiando l’economia su entrambe le sponde della Manica. Soluzione di compromesso, che eviterebbe in parte la pericolosa convivenza da separati in casa tra Unione e Regno Unito e che dovrebbe rasserenare il clima in vista delle Europee. Intanto l’Italia ancora una volta patisce l’isolamento del governo gialloverde: il premier belga, Charles Michel, organizza un prevertice con i big europei al quale Conte non viene chiamato. La nostra diplomazia protesta per giorni, ma la lista degli inviti non cambia. A cose fatte, Michel parlerà di «malinteso».
Theresa May aveva chiesto una seconda proroga fino al 30 giugno. Impossibile perché avrebbe lasciato il continente nell’incertezza con le europee alle porte. Merkel partendo per Bruxelles ( ieri è filtrata la notizia che ha perso la madre da pochi giorni), mette le cose in chiaro: « Possiamo concedere una proroga lunga » . E’ la “ formula Tusk”, spostamento della Brexit di un anno con possibilità di divorzio immediato appena Westminster avrà trovato la formula giusta per approvarlo. Ma entrando all’Europa Building Macron frenava: « Nulla è acquisito, non voglio che la Brexit freni il rinascimento europeo » . May ha risposto affermando di lavorare « per uscire il prima possibile », ma ormai nessun collega le crede più.
Oltretutto se gli europei erano pronti a concedere la proroga solo di fronte a motivazioni serie – un referendum bis o elezioni politiche ora si accontentano dell’incerto negoziato tra May e Corbyn sulla proposta laburista di restare nell’Unione doganale che risolverebbe il rompicapo del confine irlandese.
Ecco comparire lo spettro dei separati in casa, dell’Europa sabotata da un partner in uscita. Macron per concedere la proroga lunga chiede condizioni durissime, giuridicamente difficili da mettere in piedi. Ma un po’ tutti temono che Londra con un piede fuori dalla Ue possa influenzare le decisioni europee in conflitto di interessi: depotenziarle perché dopo sarà rivale dell’Unione. Il presidente francese si impunta, e torna sulla data del 30 giugno: un modo per spingere i britannici a trovare finalmente una soluzione e dare un messaggio all’elettorato: pugno di ferro contro populisti, sovranisti ed euroscettici.
La cena dei leader – con May che attende l’esito in una stanza a parte – diventa infinita. Si negozia duramente. Intorno a mezzanotte e mezza la svolta, con la proposta di Brexit ad Halloween. Eviterebbe, dando ragione a Macron, di avere un rappresentante britannico nella nuova Commissione europea che si insedierà proprio il 31 ottobre. E consentirà di non avere al tavolo premier, ministri ed europarlamentari del Regno quando si voterà il nuovo bilancio Ue 2021-2027 sul quale Londra, futuro competitor dell’Unione, avrebbe potuto danneggiare la Ue. Resta ferma la possibilità per la Gran Bretagna di uscire prima, se troverà una soluzione, e l’obbligo di votare per le europee se il 22 maggio sarà ancora socio della Ue. Con clausola di revisione al summit europeo di giugno: se gli inglesi non avranno votato e saranno ancora dentro, il 30 di quel mese usciranno, due giorni prima dell’insediamento del nuovo Parlamento, che altrimenti potrebbe essere dichiarato illegale. All’una di notte Donald Tusk presenta l’offerta a May. Che si chiude a riflettere con i suoi, in contatto con le forze politiche di Londra.

Alberto D’Argenio

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