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Brexit, meteo e tagli alla spesa frenano i consumi

Colpa del clima, dell’incertezza dominante e anche di un certo cambiamento nella filosofia dell’acquistare, per cui vince il «less is more», meno è meglio. L’Istat segnala che consumi e fiducia non stanno andando nel verso giusto e che la crescita, già fragile, sta rallentando. Nel primo trimestre dell’anno il reddito lordo delle famiglie è aumentato dell’0,8 per cento rispetto agli ultimi tre mesi del 2015; grazie alla deflazione il potere d’acquisto ha recuperato l’ 1,1 per cento, eppure i consumi sono rimasti al palo, stazionari.
Chi sta dall’altra parte del banco e vende alle famiglie beni e servizi conferma la tendenza, assicura anzi che nei mesi successivi i dati sono risultati ancor più negativi e che nel breve periodo non vi sono segni di ripresa. «Il periodo da maggio a metà giugno è stato orrendo. Rispetto agli stessi mesi del 2015 abbiamo registrato una caduta dei consumi pari al 3,5 per cento » commenta Marco Pedroni, presidente di Coop Italia. «Dal referendum alle amministrative, dalla Brexit agli attentati, fino agli attuali crolli di Borsa è stato un susseguirsi di fatti che hanno aumentato il clima di incertezza ». E le temperature non hanno aiutato. Coop segnala crolli del 20 per cento – rispetto allo stesso periodo del 2015 – nella vendita di gelati, bibite, birra e acqua. Meno 40 nei solari. Ora c’è un lieve rimbalzo, ma non tale da recuperare le quote perdute e secondo le previsioni di Pedroni «se tutto va bene potremo aspettarci la calma piatta». Inoltre il mondo è cambiato, l’attitudine allo spreco sembra finita per sempre: le confezioni più piccole e gli acquisti premiano il prodotto in promozione, «less is more».
Se cambia il marchio, l’analisi resta uguale. Anche Maniele Tasca, direttore generale di Selex, il gruppo della grande distribuzione che gestisce un pugno di insegne (da A&O a Familia) e segnala fatturati in aumento (4,9 per cento nei primi quattro mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo 2015) assicura che le vendite sono stabili nonostante la deflazione. «Se Selex fa utili lo deve alla estrema flessibilità e capacità di adattarsi alla richiesta del momento. Monitoriamo le vendite e scegliamo cosa proporre sugli scaffali». Su un altro punto però la grande distribuzione è d’accordo: non tutto è nero. Ci sono prodotti che nonostante il clima stantio fanno marciare le vendite a due cifre. Tutto il mercato salutistico: alimentari bio, integrali, senza glutine viaggiano a più 15 per cento, gli alimentari a marchio proprio di alta gamma, i “premium”, sfiorano il più 7. Continuano ad andare bene i prodotti destinati agli animali domestici. E anche nei trasporti c’è dinamismo. Autostrade segnala che il traffico sulla rete, in chilometri percorsi, nel primo semestre 2016 rispetto al 2015, è aumentato del 3,7 per cento. Positiva anche la tendenza di Aeroporti di Roma: 22 milioni di passeggeri nei primi sei mesi, il 2,8 per cento in più rispetto all’analogo periodo 2015. «Abbiamo spiragli per dire che le cose non vanno così male – sintetizza Mariano Bella, responsabile del centro studi Confcommercio – il dato al quale guardare resta quello dell’occupazione, al momento positivo. E per valutare i danni di Brexit c’è tempo».

Luisa Grion

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