Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Brexit, May cerca da Juncker gli ultimi sì dei partner europei

Corsa contro il tempo per finalizzare l’accordo su Brexit. La premier Theresa May ha incontrato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ieri sera a Bruxelles per delineare la partnership futura tra Gran Bretagna e Ue e preparare il terreno per il summit dei leader europei previsto per domenica. Tornerà a Bruxelles anche sabato, a testimonianza che ci sono ancora aspetti non di secondo piano da mettere a punto.
I due leader sono entrambi sotto pressione. La May è sotto assedio a Londra, criticata sia dal fronte pro-Brexit che dallo schieramento pro-Ue e boicottata apertamente dal Dup, il partito unionista dell’Irlanda del Nord dal quale il suo Governo dipende per avere la maggioranza in Parlamento. Juncker è sotto assedio a Bruxelles e deve gestire le richieste della Francia, che vuole garanzie per il settore della pesca, e della Spagna, che esige chiarezza sul futuro di Gibilterra.
In questo clima di tensione e nuove rivendicazioni c’è anche il rischio che il summit di domenica possa essere annullato. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha avvertito che andrà al vertice solo per firmare un testo già concordato e non per negoziare ulteriormente.
I tempi sono ormai strettissimi, dato che Londra e Bruxelles devono sia finalizzare i termini del divorzio contenuti nella bozza di dichiarazione di 585 pagine approvata la settimana scorsa che stabilire a grandi linee quali saranno i rapporti futuri tra Gran Bretagna e Ue dopo Brexit.
L’accordo deve essere poi approvato dal Parlamento britannico, impresa che si prospetta difficile, e in seguito dai Parlamenti dei 27 Paesi membri prima della data stabilita di Brexit, il 29 marzo 2019.
La May ha comunque trovato a Bruxelles un’accoglienza più calorosa che a Westminster, dove ieri mattina ha dovuto di nuovo difendere l’accordo in Parlamento affrontando domande ostili sia dall’opposizione laburista che dagli schieramenti opposti nel suo partito. «Continueremo a negoziare sui rapporti futuri per raggiungere l’accordo positivo che riteniamo sia giusto per il Regno Unito», ha ribadito ieri la premier ai deputati.
La premier è riuscita a sopravvivere alle dimissioni di due ministri e alla minaccia di un voto di fiducia. Fedele alla promessa di «tirare dritto fino alla fine», la May ha effettuato un rimpasto di Governo e ha evitato il voto perché gli oltranzisti pro-Brexit non sono riusciti a raccogliere le 48 firme necessarie per procedere.
Diversi ministri, però, hanno chiesto alla May di rinegoziare alcune parti dell’intesa e chiedere ulteriori concessioni a Bruxelles. L’accordo c’è e non ci sono i tempi o la volontà di rinegoziarlo, secondo la May, che però ha offerto un ramoscello d’ulivo al Dup impegnandosi a trovare una «soluzione tecnologica» per evitare controlli alla frontiera interna irlandese.
La scelta è ormai tra l’accordo raggiunto con Bruxelles oppure “no Brexit” secondo Amber Rudd, neoministro del Lavoro e fedelissima della May. Per convincere i deputati più contrari all’accordo ad approvarlo in Parlamento, la Rudd ha sottolineato il rischio «dell’abisso». Il Parlamento non approverà mai l’ipotesi “no deal” perché i deputati sono ben consci dell’effetto destabilizzante di una hard Brexit. Se Westminster respingerà l’accordo quindi si potrebbe arrivare a un secondo referendum e a una possibile rinuncia all’uscita dalla Ue.
A Bruxelles oggi e domani i rappresentanti dei 27 e poi gli sherpa discuteranno della partnership futura in vista del summit di domenica che dovrebbe approvare formalmente l’accordo e i termini dell’uscita della Gran Bretagna dalla Ue dopo 45 anni da Paese membro.

Nicol Degli Innocenti

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa