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Brexit, linea dura franco-tedesca Macron: rinvio solo se giustificato

Un doppio no, secco e bruciante. Nessuna riapertura delle trattative su Brexit e, soprattutto, nessun rinvio se non giustificato da «nuove scelte» da parte britannica. Angela Merkel e Emmanuel Macron hanno approfittato del loro incontro a Parigi per dare una risposta comune – sia pure con qualche diversità nei toni – alla Gran Bretagna, ancora indecisa sulle modalità da adottare per uscire dall’Unione europea.
È stato il presidente francese a esprimere in modo più severo la posizione su Brexit: «L’accordo non potrà essere rinegoziato – ha detto Macron – Possiamo accordare un rinvio, ma solo se giustificato da nuove scelte da parte britannica. Non potremo accettarlo senza una prospettiva chiara». Macron ha voluto citare il negoziatore europeo Michel Barnier, che ha detto: «Noi non abbiamo bisogno di tempo, abbiamo bisogno di decisioni», aggiungendo da parte sua che «è venuto il momento, per i britannici, di fare delle scelte e offrirci ciò che si deve offrire a partner, amici ed alleati: una visione chiara e un progetto comune sull’avvenire».
«Siamo sulla stessa linea», ha aggiunto Angela Merkel, in visita a Parigi per sviluppare la cooperazione rilanciata dal trattato di Aquisgrana del 22 gennaio e per preparare il Consiglio europeo del 21 e del 22 marzo. La Cancelliera tedesca ha però preferito toni un po’ più morbidi rispetto a quelli di Macron, lasciando la porta aperta a un po’ di flessibilità da parte europea sul rinvio. «Come abbiamo detto a Theresa May a Sharm-el Sheik (dove si sono incontrate per un summit tra la Ue e la Lega araba, ndr) l’accordo si applica; e se il Regno Unito ha bisogno di più tempo non diremo no», ha aggiunto, precisando però che i due Paesi leader dell’Unione «vogliono un’uscita ordinata del Regno Unito. Noi ci rammarichiamo per questa decisione, ma questa è la realtà e dobbiamo ora trovare una buona soluzione».
La differenza di accenti e di stile tra i due leader – ancora divisi su temi come l’oleodotto Nord Stream 2, che Parigi non ama, o le vendite di armi francesi all’Arabia Saudita – non deve impedire di vedere quel che i due Paesi stanno cercando di costruire insieme in queste settimane. Parlando delle grandi sfide di fronte all’Unione – la geopolitica, le migrazioni, l’economia – Angela Merkel ha voluto sottolineare che «l’Europa ha la capacità di agire quando la Francia e la Germania avanzano delle proposte comuni», come faranno al prossimo consiglio, quando si discuterà, tra l’altro, del nuovo budget per l’area euro ma anche della nuova politica economica per l’area: «Occorre discutere della concezione della politica industriale dell’Unione europea», ha detto Merkel, secondo la quale vengono approvate «molte direttive che non portano necessariamente un apporto coerente alla nostra competitività». La volontà di proporre nuove regole sulla concorrenza dopo il caso della fusione tra Siemens e Alstom bocciata dalla Commissione è un dossier su cui la collaborazione tra Francia e Germania è già concreta.
I due leader hanno sottolineato anche altri temi sui quali intendono collaborare, e non solo in vista del Consiglio di marzo. La creazione di una rete franco tedesca per l’innovazione nell’intelligenza artificiale, lo sviluppo di iniziative, più genericamente, nel digitale, la rete numerica franco tedesca, la nascita del Fondo cittadino franco-tedesco, l’«inedita» – come la ha definita Macron – collaborazione nel settore militare, sempre più stretta, insieme allo sviluppo di Alliance Sahel, il programma di sviluppo della macroregione africana sono alcuni dei progetti evocati da Merkel e Macron, la cui vera ambizione però – con l’uscita della Gran Bretagna e l’assenza volontaria dell’Italia – è quella di esercitare una piena leadership nell’Unione europea.

Riccardo Sorrentino

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