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Brexit. La scommessa tra Londra e Ue

Ciò che sta accadendo da settimane nel Parlamento inglese è qualcosa che Westminster non ha mai visto nella storia recente. Il caos è assoluto, la Brexit sta diventando una farsa e il Regno Unito scivola ogni giorno di più verso il No Deal, cioè l’uscita senza accordo dall’Unione europea, potenzialmente catastrofica. Ieri però il Parlamento ha votato a sorpresa ( 312 a 308) un emendamento che chiede al governo di escludere in ogni circostanza e in ogni momento lo spauracchio del No Deal.
Un segnale fortissimo, ma non vincolante: il “ No Deal” rimane tecnicamente automatico il 29 marzo qualora non ci fosse un accordo o un’estensione della scadenza approvata dall’Ue, ha fatto notare Theresa May. Dopo la disfatta del suo accordo Brexit martedì, ieri la premier britannica ha subito l’ennesima umiliazione: quando in modo inaspettato alla Camera è passato l’emendamento che escludeva in toto il “ No Deal”, per ammazzare questa decisione ostile ha imposto rapidamente ai suoi parlamentari di votare contro la mozione ad esso legata e presentata dal suo stesso governo (perché la tattica di May è da sempre “ o il mio piano o la catastrofe del No Deal”). Invece, i suoi, persino diversi ministri, si sono rivoltati di nuovo e hanno approvato il veto al No Deal con una maggioranza ancora più ampia.
Un disastro. Anche perché i ministri ammutinati non si sono dimessi ( come vuole convenzione) e la premier non ha avuto la forza per cacciarli. Così May ieri sera ha presentato in Parlamento una mozione per estendere la scadenza del 29 marzo ( oltre la quale c’è il No Deal), con due possibilità: un rinvio breve ( fino a giugno) e uno più lungo (forse di un anno). La sua tattica è quella di spaventare i suoi conservatori euroscettici con un rinvio che potrebbe annacquare o cancellare la Brexit, trascinandoli dunque a votare il suo accordo prima del Consiglio europeo del 21 marzo. Un’impresa quasi impossibile e oggi a Westminster, molto probabilmente, il Parlamento voterà per la sempre più scontata estensione della scadenza del 29 marzo. Ma l’Ue l’accetterà? A Bruxelles oramai si respira un’aria pesantissima contro Londra. Tanto che ieri, nonostante il no al No Deal, la Commissione ha detto che « non basta. Per evitare il No Deal ci vuole un accordo » . Cioè un miracolo, in questo momento.

Antonello Guerrera

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