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Brexit, Boris Johnson cauto sul no deal: «Ma basta rinvii»

Un ulteriore rinvio di Brexit sarebbe «una sconfitta», secondo Boris Johnson. Il candidato di punta alla successione a Theresa May come premier e leader del partito conservatore ha presentato ieri il suo programma con la promessa che la scadenza di Brexit questa volta sarà rispettata e la Gran Bretagna uscirà dall’Unione Europea il 31 ottobre.

«Un no deal non è il mio obiettivo», ha assicurato l’ex ministro degli Esteri, che ha più volte detto di essere disposto a lasciare la Ue con o senza un accordo. «Non credo che si arriverà a un no deal, ma prepararsi seriamente e vigorosamente per questa eventualità è la cosa responsabile da fare – ha detto -. Trovo sconcertante che si possa prendere in considerazione un negoziato senza quello strumento cruciale». Johnson, che aveva dato le dimissioni da ministro per protesta contro l’arrendevolezza della May nei negoziati con la Ue, ritiene che Bruxelles sarà più disposta a fare concessioni se Londra si mostrerà determinata.

L’ex sindaco di Londra ha però lanciato la sua campagna all’insegna dell’ottimismo, affermando di essere convinto che sia possibile uscire dalla Ue con un accordo rivisto e corretto e «riunire il nostro Paese e la nostra società».

L’intesa negoziata dalla May era stata bocciata per tre volte dal Parlamento. Johnson ha promesso che il suo Governo avrà successo dove la May aveva fallito, ma in linea con il suo stile non ha spiegato come pensa di riaprire le trattative con la Ue, che ha più volte ribadito che l’accordo non è rinegoziabile.

Molti nel partito conservatore ritengono che Johnson sia l’unico in grado di frenare l’ascesa del Brexit Party di Nigel Farage e al tempo stesso di sconfiggere l’opposizione laburista alle urne. Come prova della sua popolarità citano il fatto che è riuscito a farsi eleggere per due volte sindaco di Londra, città tradizionalmente laburista.

I membri del partito apprezzano anche la sua promessa di ridurre le tasse per i redditi più alti, mentre il mondo del business lo guarda con sospetto per la sua mancanza di serietà e la mutevolezza delle sue opinioni. Nel tentativo di contrastare la sua reputazione di persona superficiale e prona alla gaffe, Johnson ha assicurato di «non sottovalutare le complessità e le sfide che abbiamo di fronte». Ha anche difeso il suo linguaggio colorito, affermando che gli elettori si sentono lontani da uomini politici che «smorzano i toni, soffocano tutto con banalità burocratiche e non dicono mai quello che pensano davvero».

Johnson ha avuto il sostegno di oltre 80 deputati, oltre il doppio dei rivali. Oggi ci sarà il primo round di votazioni per eliminare via via i candidati che riceveranno meno consensi. I membri del partito sceglieranno poi tra i due nomi rimasti in lizza.

Nicol Degli Innocenti

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