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Brexit, alta tensione sui mercati Londra perde 100 miliardi in 4 giorni

Il terremoto continua, infliggendo nuove scosse: altri tre sondaggi danno vincente Brexit e il
Sun di Rupert Murdoch, il tabloid più diffuso del Regno Unito, fa formale dichiarazione di voto a favore dell’uscita del paese dall’Unione Europea. L’ipotesi appare sempre più possibile, scatenando la paura su tutti i mercati: spaventa le Borse mondiali, aumenta lo spread e porta sotto zero il rendimento del Bund, il titolo decennale tedesco, pietra di paragone della fiducia degli investitori, per la prima volta nella storia.
Parigi perde il 2,2 per cento, Milano il 2,1, Londra il 2 e la tendenza negativa prosegue anche sulle piazze americane e asiatiche. La Borsa londinese soffre il peggiore ribasso da quattro mesi: solo negli ultimi quattro giorni ha perso quasi 100 miliardi di sterline. Il “pound” cede un altro 1,16 per cento sul dollaro, toccando il minimo degli ultimi due anni. Un’avvisaglia dello tsunami che potrebbe verificarsi se Brexit (Britan exit – dall’Europa) vincerà davvero nel referendum del 23 giugno.
«Votate Leave», cioè via dalla Ue, «e riaffermeremo la nostra sovranità, adottando un futuro di autogoverno, di nazione potente e invidiata da tutti», esorta l’editoriale di copertina del Sun, primo quotidiano nazionale a pronunciarsi ufficialmente. Del resto tutta la stampa di destra ha “tradito” il proprio leader David Cameron, preferendogli i ribelli conservatori euroscettici a oltranza e l’Ukip, il partito anti europeo di Nigel Farage. Intanto nuovi sondaggi confermano il trend che dà Brexit in vantaggio: 46 a 39 per cento sul Times, 53 a 47 sul Guardian, 49 a 48 sul Telegraph, prima volta che i tre maggiori quotidiani britannici danno lo stesso verdetto. Sul “sì” alla Ue continuano a puntare soltanto i bookmaker, in genere più precisi dei sondaggi, sebbene con maggiore cautela rispetto a un paio di settimane or sono: Paddy Power dà Brexit a 2,32, “Remain” (Rimanere – nella Ue) a 1,52.
I sindacati invitano a restare in Europa, ammonendo la classe operaia che rischia di perdere milioni di posti di lavoro se passa il divorzio da Bruxelles. Un piccolo punto a vantaggio di Cameron giunge dalla Corte di Giustizia europea, che convalida il suo accordo con la Ue per limitare per qualche anno certi benefici assistenziali agli immigrati. E in campo scende pure il British Medical Journal: lasciare l’Europea, afferma in sostanza, fa male alla salute. Ma ha poche migliaia di abbonati, non milioni di lettori come il Sun.

Enrico Franceschi

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