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Brexit, addio alla tutela incrociata

Tutela della proprietà intellettuale in dogana, si cambia. Sarà questo uno dei primi effetti pratici della Brexit. A partire dal 30 marzo 2019, quando il divorzio tra l’Unione europea e Londra diventerà effettivo, scatterà il disconoscimento dei dossier di tutela della proprietà intellettuale attivate dagli operatori nel Regno Unito o per il Regno Unito.
In sostanza, l’impianto di garanzia della proprietà intellettuale in dogana, se posto in essere Oltremanica, non potrà avere validità nellaUe e, se posto in essere nell’Unione, non sarà più operativo in Gran Bretagna. A delineare questo nuovo scenario è stata la Commissione europea, con un comunicato che è stato rilanciato la scorsa settimana dall’Agenzia delle Dogane. Bruxelles ha infatti ricordato che tutta la legislazione primaria e secondaria dell’Unione, comprese le norme europee in materia di tutela doganale dei diritti di proprietà intellettuale previste nel Regolamento Ue n.608/2013, non si applicheranno più al Regno Unito.
Grazie al Regolamento, le imprese dell’Unione europea possono infatti richiedere uno specifico accreditamento alle autorità doganali degli Stati membri, ottenendo una maggiore protezione dei propri prodotti e segnalando eventuali abusi da parte di terzi.
In questo modo la Dogana Ue è in grado, dal punto di vista oggettivo, di conoscere i prodotti a tutela garantita e potenziata, in quanto precaricati sui sistemi informativi dell’amministrazione, e dal punto di vista soggettivo, tutelare le imprese e concentrare verifiche e controlli su casi sospetti di attività illecite.
Con l’uscita di Londra dalla Ue, però, non sarà più possibile presentare domande di intervento unionali al competente servizio dell’Amministrazione doganale del Regno Unito per ottenere questa tutela. Le domande di intervento unionali presentate in uno Stato membro resteranno valide nel Paese di presentazione e in tutti gli altri Stati membri con esclusione proprio del Regno Unito, mentre per quel che riguarda le decisioni di accoglimento, quelle emesse dal Regno Unito non saranno più valide nei Paesi della Ue e quelle presentate in uno Stato membro resteranno valide nello Stato membro di accoglimento e in tutti gli altri Stati membri con esclusione del Regno Unito. Inoltre, sia le domande di intervento, sia le decisioni accoglimento di istanze unionali presentate in uno Stato membro, valide in tale Stato e nel Regno Unito, continueranno ad essere valide nel solo Stato membro di presentazione.
Occorre dunque che gli operatori riconsiderino l’intero sistema doganale del proprio business, consapevoli che questa ed altre novità avranno effetto immediato quando si consumerà la Brexit.

Benedetto Santacroce e Ettore Sbandi

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