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Brevetto, il requisito non dà bis

Il requisito del brevetto può essere utilizzato una sola volta per ottenere la qualifica di start-up innovativa e le relative agevolazioni. E da un unico soggetto. Per l’iscrizione della startup nella sezione speciale del registro delle imprese, lo stesso requisito oggettivo del brevetto non può essere utilizzato, per esempio, da titolare, licenziatario e sublicenziatario. Secondo il codice della proprietà industriale nulla impedisce la riutilizzazione in licenza della privativa del brevetto, mentre sotto il profilo abilitativo delle start-up, questo requisito può essere speso unicamente una volta o dal titolare o dal licenziatario.È il ministero dello sviluppo economico, a dettare le linee di condotta per le Camere di commercio, con la circolare del 2 ottobre 2018 (protocollo ufficiale 0348960). Obiettivo è arginare l’abuso dell’articolo 25 del dl n. 179 /2019 per ottenere la qualifica di start-up e conseguentemente i relativi benefici fiscali a esse riconosciute dalla legge. Ossia evitare che uno stesso brevetto sia sfruttato in più occasioni e da più soggetti

Requisiti per la qualifica di startup e benefici. L’articolo 25 del decreto legge n. 179 del 2012, ricordano i tecnici del ministero, pone i due requisiti della «privativa industriale» e delle «spese in ricerca e sviluppo», quali alternativi tra di loro e non cumulativi, per la qualifica di start-up innovativa. Ne consegue che sarebbe sufficiente uno solo di essi per qualificare la società come startup innovativa. Ovviamente la compresenza dei due requisiti non è vietata.

Il contenuto innovativo dell’impresa è identificato con il possesso di almeno uno dei tre seguenti criteri:

– una quota pari al 15% del valore maggiore tra fatturato e costi annui è ascrivibile ad attività di ricerca e sviluppo;

– la forza lavoro complessiva è costituita per almeno 1/3 da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori, oppure per almeno 2/3 da soci o collaboratori a qualsiasi titolo in possesso di laurea magistrale;

– l’impresa è titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato (privativa industriale) oppure titolare di programma per elaboratore originario registrato.

I vantaggi per le start-up. Le startup innovative possono godere di una serie di vantaggi per cinque anni a partire dalla loro data di costituzione:

– Nuova modalità di costituzione digitale e gratuita. Le start-up innovative possono redigere l’atto costitutivo mediante un modello standard tipizzato (dm Mise 17 febbraio 2016) facendo ricorso alla firma digitale, in analogia a quanto già previsto per i contratti di rete. Il dm 28 ottobre 2016 estende l’applicabilità della procedura con firma digitale anche alle successive modifiche dell’atto costitutivo. La modalità di costituzione digitale è gratuita. Non sono previsti costi specifici legati alla creazione della nuova impresa, con un evidente risparmio per gli imprenditori rispetto alla procedura standard con atto pubblico. Il processo è caratterizzato da una forte semplificazione: l’intera procedura si svolge online, su una piattaforma dedicata e il riconoscimento dell’identità dei sottoscrittori dell’atto è garantito dall’utilizzo della firma digitale. L’atto costitutivo viene compilato mediante un modello uniforme.

– Esonero da diritti camerali e imposte di bollo. Alle startup innovative non si applica il diritto annuale dovuto in favore delle Camere di commercio, nonché, i diritti di segreteria e l’imposta di bollo abitualmente dovuti per gli adempimenti da effettuare presso il Registro delle imprese.

– Deroghe alla disciplina societaria ordinaria. Alle startup innovative costituite in forma di srl è consentito di: creare categorie di quote dotate di particolari diritti (per esempio, si possono prevedere categorie di quote che non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura non proporzionale alla partecipazione); effettuare operazioni sulle proprie quote; emettere strumenti finanziari partecipativi; offrire al pubblico quote di capitale. Molte di queste misure comportano un radicale cambiamento nella struttura finanziaria della srl, avvicinandola a quella della spa.

– Proroga del termine per la copertura delle perdite. In caso di riduzione del capitale di oltre un terzo, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a meno di un terzo viene posticipato al secondo esercizio successivo (invece del primo esercizio successivo). In caso di riduzione del capitale per perdite al di sotto del minimo legale, l’assemblea, in alternativa all’immediata riduzione del capitale e al contemporaneo aumento dello stesso a una cifra non inferiore al minimo legale, può deliberare il rinvio della decisione alla chiusura dell’esercizio successivo.

– Facoltà di remunerare il personale in modo flessibile. Fatto salvo un minimo tabellare, è lasciato alle parti stabilire la quota della remunerazione fissa e quella variabile. La parte variabile può consistere in trattamenti collegati all’efficienza o alla redditività dell’impresa, alla produttività del lavoratore o del gruppo di lavoro, o ad altri obiettivi o parametri di rendimento concordati tra le parti, incluso quanto al punto successivo.

Condizione fondamentale per beneficiare di tali vantaggi è che le startup siano iscritte nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese.

Cinzia De Stefanis

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