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Brevetti, tutele oltre i confini

La protezione delle invenzioni si gioca sempre più sul piano internazionale. Prestando una particolare attenzione ai mercati ad alto potenziale di crescita e dai quali potrebbero arrivare le principali minacce. È la sensazione che si ricava a leggere i dati appena pubblicati dall’European patent office (Epo). Nei giorni scorsi a Lione si è svolto un incontro congiunto tra gli esponenti dell’istituzione europea e il China’s State intellectual property office (Sipo) per fare il punto sull’evoluzione dei rapporti tra le due aree e i rispettivi uffici brevettuali. La ricerca ha evidenziato un’attenzione crescente verso la brevettazione italiana in Cina. Basti pensare che tra il 2010 e il 2014 le domande dirette dalla Penisola verso Pechino sono cresciute del 21,6%. Anche se, in termini assoluti, il sistema imprenditoriale italiano resta indietro nel confronto con le altre grandi economie del Vecchio Continente. Con 1.978 richieste indirizzate nel 2014 all’ufficio brevetti cinese, infatti, l’Italia si piazza al settimo posto dietro Germania, Francia, Svizzera, Olanda, Regno Unito e Svezia. A questo proposito va ricordato che negli ultimi gli scambi commerciali tra le due aree si sono impennati, arrivando a oltre un miliardo di euro al giorno, con la Cina che è diventata il secondo partner commerciale dell’Unione europea dopo gli Stati Uniti.

Le aziende cinesi si tutelano in Europa. Nonostante il rallentamento degli ultimi mesi, l’economia cinese continua a far registrare tassi di crescita inimmaginabili alle nostre latitudini (nell’anno in corso il pil è atteso a un progresso intorno al 6%) e le autorità di Pechino sono impegnate a favorire una transizione dell’economia verso fasce di produzione più elevate. Così crescono anche le domande di tutela delle aziende cinesi indirizzate all’ufficio brevetti europeo: dal 2010 al 2014 il loro numero è raddoppiato (+33% a considerare solo il progresso tra il primo semestre 2014 e gennaio-giugno di quest’anno), mentre nello stesso periodo le richieste a Epo da parte del resto del mondo sono aumentate solo del 3%. Nei settori chiave per l’innovazione come la comunicazione digitale, le tecnologie informatiche e le telecomunicazioni, le aziende cinesi (a partire dai colossi Huawei e Zte) risultano ai primi posti delle classifiche dell’ufficio europeo dei brevetti per numero di domande.

Maggiore tutela dalla collaborazione tra uffici brevettuali. Sull’importanza della collaborazione tra gli uffici brevettuali si è soffermato il presidente di Epo, Benoît Battistelli, secondo il quale si tratta di una strada obbligata «per lo sviluppo di un sistema di proprietà intellettuale moderno ed efficiente in Cina». Le best practice europee hanno aiutato Pechino in questi anni ad alzare le barriere difensive per gli autori delle invenzioni. «Con l’incremento della protezione a livello globale, la nostra cooperazione è diventata un pilastro per tutto il sistema brevettuale», ha aggiunto Battistelli, ricordando che si tratta di un passo in avanti in direzione di una maggiore certezza del diritto nel mercato globalizzato. «La Cina è diventato un paese a elevato tasso di ip», è la rivendicazione di Shen Changyu, commissario di Sipo. Un segnale dei progressi fatti dal gigante asiatico per avvicinarsi agli standard occidentali ed entrare a pieno titolo nel mercato globalizzato.

Già nel 2011 Sipo ha superato Us Patent and Trademark Office come primo ufficio brevetti al mondo per numero di domande ricevute. Questo incremento, che include anche molte domande da parte delle società cinesi stesse, ha comportato un’esplosione di informazioni riguardanti i brevetti cinesi che occorre prendere in considerazione quando, ovunque nel mondo, si deve esaminare una richiesta di brevetto. Grazie alla cooperazione con Sipo, European patent office ha ottenuto l’accesso al database di brevetti cinesi, che rappresenta una fonte di informazioni tecniche essenziale. Si tratta di una preziosa miniera di informazioni in modalità open source e a disposizione in molte lingue grazie al servizio patent translate che traduce in automatico 32 idiomi diversi, cinese compreso. «Sono convinto che Sipo ed Epo proseguiranno sulla strada di una cooperazione approfondita per promuovere ancora più innovazione», è il messaggio che arriva da Changyu. «Questo elemento rappresenterà un contributo ancora maggiore allo sviluppo di economie, tecnologie e culture in Cina ed Europa, rafforzando la difesa della proprietà intellettuale a livello mondiale e portando ancora maggiori benefici agli innovatori».

L’Italia ha aderito al brevetto europeo. Dopo un lungo tira e molla, nei giorni scorsi l’Italia ha ufficialmente aderito al brevetto dell’Unione europea, diventando così il 26° paese membro del sistema di cooperazione rafforzato sulle invenzioni. Restano fuori Spagna e Croazia, anche se va ricordato che Zagabria è entrata nell’Ue da poco. Mentre Madrid continua a contestare (l’Italia è stata a lungo sulla stessa linea), l’utilizzo per il brevetto di sole tre lingue (inglese, francese e tedesco), invece delle cinque (con l’aggiunta di italiano e spagnolo) espressione dei principali paesi dell’Ue. Il cambio di rotta italiano, deciso per i benefici promessi dal brevetto unitario (costi ridotti fino all’80% grazie alla possibilità di effettuare un’unica prenotazione valida per tutta l’area) ci consentirà di partecipare attivamente al comitato dei rappresentanti degli stati che sta redigendo le norme tecniche sul pacchetto, inclusi i criteri di ripartizione degli oneri finanziari.

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