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Brevetti attenzionati

Linea dura sullo sfruttamento illecito del brevetto. Infatti, è soggetto a sequestro preventivo anche il solo prototipo del macchinario elaborato sulla base del copyright incriminato. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 21474 del 4 giugno 2012, ha reso definitivo il sequestro preventivo.

Nelle interessanti motivazioni Piazza Cavour ha chiarito, fra l’altro, come ai fini della misura sia assolutamente irrilevante il fatto che la proprietà del prototipo sia stata validamente trasferita a un terzo.

La conferma del sequestro da parte della sesta sezione penale è stata decisa anche sulla base di un consolidato principio di diritto per cui oggetto del sequestro preventivo può essere qualsiasi bene – a chiunque appartenente e, quindi, anche a persona estranea al reato – purché esso sia, anche indirettamente, collegato al reato e, ove lasciato in libera disponibilità, idoneo a costituire pericolo di aggravamento o di protrazione delle conseguenze del reato ovvero di agevolazione della commissione di ulteriori fatti penalmente rilevanti.

Quindi partendo da questo principio il Tribunale del riesame di Ferrara ha osservato come il sequestro di quel prototipo di macchinario e dei relativi accessori assolvesse alla funzione tipica della misura cautelare, «trattandosi di bene materiale di diretta derivazione di un bene giuridico immateriale, uno dei brevetti, oggetto di tutela nel processo penale in corso di svolgimento ed anch’essi sottoposti ad un sequestro preventivo». Funzione che verrebbe chiaramente frustrata laddove, sottoposto a vincolo giuridico il brevetto, si consentisse la utilizzazione del bene materiale realizzato sulla base della solu2ione al problema tecnico di interesse tipicamente industriale in cui si sostanzia l’invenzione, suscettibile di formare appunto oggetto del relativo brevetto.

Fra l’altro secondo gli Ermellini è del tutto irrilevante che il prototipo venga trasferito con una valido contratto a terzi. Ciò perché la «terzietà della disponibilità del bene non impediscono l’applicazione della misura». La vicenda riguarda un sessantenne di Ferrara accusato di aver sfruttato illecitamente un brevetto industriale per plastiche eterogenee e scarti. Le autorità lo avevano trovato in possesso di un prototipo in grado di riprodurre tutte le potenzialità del brevetto. Per questo il macchinario era stato sottoposto a sequestro preventivo nonostante, nel frattempo, fosse stato validamente venduto a un terzo. Ora la Suprema corte ha reso definitiva la misura.

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