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Brembo, ricavi da record: superati i numeri pre Covid

Numeri da record, nel confronto con un febbraio-marzo 2020 da lockdown, per i conti del primo trimestre di Brembo, che conferma il trend innescato nell’ultima parte dell’anno scorso e porta i ricavi del periodo a 675,1 milioni (+17,2%), soglia record per il player dell’automotive bergamasco. Gli utili trimestrali salgono a 61,4 milioni, più del doppio rispetto al risultato dello stesso periodo dell’anno scorso, mentre l’ebitda passa a 135,6 milioni (+32,9%), con un’incidenza sui ricavi del 20,1 per cento. I risultati, sottolinea il gruppo, sono in crescita anche se confrontati con i conti 2019, pre-Covid. Per il presidente, Alberto Bombassei, si tratta di «un risultato particolarmente incoraggiante. I dati del primo trimestre – spiega – mostrano una ripartenza robusta e confermano il trend che ha caratterizzato gli ultimi tre mesi del 2020. Nella storia di Brembo non avevamo mai registrato ricavi così alti in un primo trimestre. I risultati sono stati trainati dall’andamento positivo di tutti i segmenti e le geografie in cui operiamo. Nonostante lo scenario di mercato rimanga permeato da uno stato di incertezza, questi risultati ci consentono di guardare con fiducia ai prossimi mesi. Rimaniamo focalizzati sull’innovazione delle nostre soluzioni, grazie a un portafoglio prodotti sempre più integrato e orientato alla sostenibilità, che si è arricchito con l’acquisizione di Sbs Friction in Danimarca e lo sarà ulteriormente con quella recentemente annunciata di J.Juan in Spagna»,

Con il primo trimestre Brembo sembra avere definitivamente chiuso i conti con il Covid. «Siamo riusciti – spiega il vicepresidente esecutivo, Matteo Tiraboschi – a confermare un Ebitda sugli stessi livelli del 2019: significa essersi lasciati alle spalle l’effetto pandemico. Questi livelli di fatturato, rapportati a volumi di vendite di auto oggi più bassi rispetto a due anni fa, certificano inoltre la capacità di Brembo di acquisire ulteriori quote di mercato». Lo sguardo però, è ora rivolto al futuro, alle nuove variabili che condizionano il mercato, legate allo shortage di materie prime, e che potrebbero condizionare il recupero nei prossimi mesi. «C’è stata una crescita esponenziale dei costi, inimmaginabile fino a pochi mesi fa; i nostri contratti sono indicizzati e per questo periodicamente riusciamo a riversarli sui prezzi, anche se temporaneamente siamo costretti ad assorbirne l’impatto – aggiunge Tiraboschi -. Preoccupa maggiormente lo shortage legato ai microchip che colpisce i clienti. Al momento, però, non mi aspetto un impatto significativo di questi fenomeni su fatturato e marginalità, almeno per il prossimo trimestre. I nostri impianti hanno un tasso di saturazione medio oltre l’80% e in generale il portafoglio ordini rimane consistente».

Dopo avere condotto in porto l’acquisizione di Sbs Friction ed essere in procinto di perfezionare l’annunciata operazione con J.Juan, Tiraboschi ribadisce che non ci sono cambi di strategia nella politica di m&a del gruppo, che due anni fa aveva deliberato l’adozione del voto maggiorato per favorire una eventuale acquisizione di una realtà dalle stesse dimensioni di fatturato di Brembo. «Le ultime due operazioni, anche se di taglia non eccessiva – spiega il vicepresidente – riguardano due eccellenze che si integrano nel portafogli del gruppo. Il requisito che cerchiamo non è dimensionale: ci interessano target che possano creare valore per Brembo».

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