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«Brembo più forte in Cina con Asimco»

Brembo prosegue sulla via dell’internazionalizzazione e della crescita per linee esterne con un acquisizione in Cina. Il colosso bergamasco, leader mondiale nei sistemi frenanti, ha infatti siglato un accordo per rilevare il 66% della Asimco Meilian Braking Systems, un produttore di freni a disco per autovetture con sede in prossimità di Pechino. L’operazione richiederà un investimento di circa 90 milioni di euro. «Si tratta di un’operazione veramente importante per noi – ha dichiarato al Sole 24 Ore Matteo Tiraboschi – vice presidente esecutivo di Brembo -, sia per i valori in gioco sia per la sua valenza strategica. Con questo investimento saremo più forti in un mercato che si avvia a diventare per l’auto il più importante al mondo». «E importanti – ha aggiunto Tiraboschi, che ha seguito in prima persona il deal – sono anche i nostri obiettivi. Asimco dovrebbe registrare quest’anno un fatturato vicino all’equivalente di 90 milioni di euro, una cifra che contiamo possa raddoppiare in due anni». «L’operazione – ha proseguito Tiraboschi – è stata molto complessa ed è stata perfezionata molto velocemente» ed è, come accennato, è l’ultima (e la più importante nella storia del gruppo) di una lunga serie di acquisizioni e investimenti all’estero. Basti pensare che negli ultimi dieci anni il gruppo ha aperto una quindicina di stabilimenti fuori dall’Italia. «Certo – ha proseguito Tiraboschi – quello cinese è un mercato complesso, dove serve prestare moltissima attenzione alle relazioni umane e dove ci si deve confrontare con una cultura diversissima dalla nostra. Ma l’operazione viene portata avanti secondo uno degli obiettivi di Brembo, ossia quello di diventare un produttore domestico in ogni paese dove lavoriamo».
Quanto alla tempistica, la crisi economica in Cina non sembra assolutamente spaventare. «Nel Paese asiatico – ha ricordato il manager – nel 2014 sono stati prodotti ben 24 milioni di auto e, secondo un recente rapporto dell’Ihs le previsioni parlano di nuovi leggeri incrementi. E per l’alto di gamma, ossia nel segmento di vetture che montano i nostri prodotti, non si stima nessun rallentamento». «E poche preoccupazioni per noi derivano dal caso Volkswagen. Certo la notizia ha rappresentato uno shock enorme per tutti, ma le automobili interessate non utlizzano i nostri freni e a parte questo è da ricordare che secondo le politiche aziendali di Brembo nessun singolo cliente deve coprire più del 10% del fatturato in modo da evitare riflessi sul fatturato di eventuali riduzioni di ordini». Tornando all’acqusizione di Asimco, Tiraboschi ha tenuto a sottolineare la valenza strategica del deal avvenuto inoltre in un momento in cui le aziende italiane spesso vengono comprate. «La nostra operazione testimonia la voglia di metterci ancora in gioco, anche dal punto di vista manageriele». E poi crescita in Cina appare quasi “una scelta obbligata”. «Il Paese – ha concluso Tiraboschi – è in continua evoluzione. Fino a pochi ani fa veniva considerato alla stregua di una “fabbrica di prodotti low cost”. Ora invece è sempre più ricco di prodotti tecnologici e si avvia a diventare un leader anche nei della tecnologia e dell’innovazione». Settori in cui Brembo è leader.

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