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Brembo corre verso quota 2 miliardi

Brembo aumenta fatturato e utili nel trimestre. La società di componenti auto della famiglia Bombassei ha segnato un aumento dei ricavi del 16,3% a oltre 510 milioni di euro; l’Ebitda (Mol) è stato di 91,9 milioni (+40%) con un margine del 18% sui ricavi; l’Ebit è cresciuto del 53% a 63,1 milioni, con un margine sulle vendite superiore al 12%; il risultato netto è stato di 43,2 milioni (+42%). Altrettanto positivo l’andamento del gruppo nei primi nove mesi dell’anno: fatturato a 1,55 miliardi di euro (+15%), Ebit a 184,4 milioni (+37%) e profitti netti per 132,1 milioni (+40%). Il margine sulle vendite del 12,4% «beneficia anche della saturazione di tutti gli stabilimenti» spiega al Sole-24 Ore il vice-presidente esecutivo Matteo Tiraboschi.
Il principale contributo alla crescita dei ricavi è arrivato dalle applicazioni per auto (+20,2%); bene anche il settore delle moto (+9,3%) e i veicoli commerciali (+16,5%). Per quanto riguarda l’intero 2015, gli ordini in portafoglio fanno prevedere «una buona crescita di ricavi e margini», con i ricavi che dovrebbero superare per la prima volta i 2 miliardi di euro. Gli ottimi risultati trimestrali hanno spinto al rialzo le azioni Brembo in Piazza Affari: il titolo ha guadagnato il 3,6% a 41,63 euro in una giornata negativa per il listino.
L’indebitamento finanziario netto a fine settembre era di 215,4 milioni contro i 270,4 di fine 2014, grazie a un free cash flow che nel periodo ottobre 2014-settembre 2015 «ha superato – dice Tiraboschi – i 100 milioni di euro». Il basso indebitamento netto e la generazione di cassa permettono di guardare con fiducia a «occasioni di crescita non organica», ovvero a nuove acquisizioni dopo quella, annunciata a settembre e ancora da perfezionare, della cinese Asimco. «Per ora non c’è nulla di concreto, ma guardiamo a operazioni che ci completino e che siano coerenti con il nostro profilo, quindi con prodotti innovativi e processi all’avangurdia» spiega Tiraboschi.
Il presidente Alberto Bombassei non è preoccupato dall’eventuale impatto del cosiddetto dieselgate della Volkswagen: «Per la componentistica italiana l’impatto credo possa essere significativo ma non drammatico; per Brembo in particolare è ragionevole pensare che, considerato il mercato premium a cui ci rivolgiamo, le possibili conseguenze dovrebbero rivelarsi di modesta entità».
Bombassei sottolinea «quanto abbiano contribuito al raggiungimento dei risultati dei primi nove mesi dell’anno aree di mercato extra-europee come il Nord America – in costante sviluppo con gli Stati Uniti, ormai consolidati come primo mercato per il Gruppo – e l’Asia, con l’India, il Giappone e la Cina in continuo e significativo progresso». Nei primi nove mesi del 2015 la ripartizione dei ricavi ha visto il 57% circa in Europa, il 32% nelle Americhe (di cui poco meno del 29% in Nordamerica) e il resto in Asia. «La nostra strategia – spiega Tiraboschi – punta a raggiungere una ripartizione equilibrata fra le tre aree – un terzo ciascuna. Con l’acquisto di Asimco contiamo di portare l’Asia al 20% del totale nei prossimi anni». All’obiettivo di bilanciamento geografico ne corrisponde uno relativo ai clienti: «Strategicamente non abbiamo mai voluto avere un singolo cliente soprea il 10% del fatturato, e a tutt’oggi nessuno supera 10%». E in caso di maxifusioni, come quella ipotizzata tra Fca e Gm? «Ne parleremo se dovesse davvero verificarsi».
Per quanto riguarda la crescita, Brembo investe già sull’auto del futuro. L’azienda italiana ha collaborato ai progetti in campo automobilistico di colossi tecnologici come Google, e al Salone dell’auto di Francoforte ha presentato una vettura con 4 motori elettrici, uno per ruota, che dispongono di 90 Kw di potenza massima e 900 Nm di coppia massima. «Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono un elemento fondamentale del nostro vantaggio competitivo» dice il manager.

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