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Brembo accelera ancora

In tempi di turbolenze finanziarie ci sono ancora esempi di aziende che riescono a far combaciare crescita economica e valori di borsa. Nel 2015 Brembo, il campione bergamasco di alta tecnologia negli impianti frenanti per automobili, comprese quelle di Formula 1, ha messo a segno per l’ennesima volta risultati di bilancio in forte miglioramento.

A piazza Affari il titolo ha fatto un gran balzo, guadagnando l’11,43% dopo essere stato sospeso per eccesso di rialzo durante il pomeriggio.

Negli ultimi tre anni la società posseduta da Alberto Bombassei ha visto costantemente il fatturato e i profitti salire e, contemporaneamente, le azioni sono più che quadruplicate. Nel marzo 2013 il titolo valeva 10,30 euro e ieri ha chiuso le contrattazioni a 43,10: l’incremento è stato del 318%.

Il 2015 si è chiuso per Brembo con un utile netto di 184 milioni di euro, in crescita del 42,5% rispetto all’anno precedente. I ricavi sono ammontati a 2,073 miliardi (+15%), il margine lordo a 359,9 milioni (+28,6%), il margine operativo a 251,3 milioni (+40,8%). L’indebitamento finanziario netto è sceso a 160,7 mln dai 270,4 di fine 2014.

Nel quarto trimestre i ricavi sono migliorati del 13,2% su base annua a 524,1 milioni, il mol è salito del 29,3% a 93,1 mln e l’utile netto è cresciuto del 49,5% a 51,8 mln. Il cda ha proposto un dividendo di 0,80 euro ad azione, in pagamento dal 25 maggio. Via libera anche a un nuovo piano di buyback fino a 1,6 milioni di azioni.

A livello geografico i risultati sono stati positivi quasi ovunque. In Europa la Germania, secondo mercato di riferimento con quasi un quarto delle vendite, ha registrato un incremento dell’11,2%. Nel Regno Unito la crescita è stata del 15,8% e in Italia del 2,3%. Debole il mercato francese, dove si è verificata una contrazione dell’1,2%. Il Nord America, che rappresenta il primo sbocco commerciale per l’azienda, continua a viaggiare a gonfie vele, con le vendite in progresso del 29,1%. Di segno opposto l’andamento in Argentina e Brasile, che hanno accusato un calo del 21%, dovuto in parte all’effetto valutario. In Asia la Cina è migliorata del 29,2%, l’India del 26,3% e il Giappone del 39%.

«Siamo particolarmente soddisfatti per i risultati dell’esercizio 2015, ottenuti grazie alla capacità dell’azienda di operare sui mercati di tutto il mondo, imponendosi come player globale», ha spiegato il presidente Bombassei. «Mi fa piacere ricordare che in Michigan, tra pochi giorni, avrà luogo la prima colata della nuova fonderia di Homer, mentre a breve, nell’area di Pechino, avranno inizio le attività relative all’acquisizione annunciata alla fine dello scorso anno». Bombassei guarda «con prudente ottimismo» ai prossimi mesi, anche alla luce dell’impegno in ricerca e sviluppo, incentrato soprattutto sui sistemi meccatronici per gli impianti del futuro e sullo sviluppo di nuovi materiali. Il prossimo decennio, ricorda Bombassei, «vedrà una forte elettrificazione dei veicoli, con una notevole integrazione del sistema frenante e una continua ricerca di alleggerimento dei prodotti».

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