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Il braccio di ferro con le big tech

Sanzioni salate alle big tech per pratiche commerciali scorrette, concentrazioni antitrust, evasione. Raccogliamo qui le principali:Google. La Commissione Ue l’ha multata tre volte: 1,49 miliardi di euro per aver abusato della sua posizione dominante con la piattaforma AdSense nel settore della pubblicità per motori di ricerca (2019). Con la sanzione record da 4,34 miliardi per comportamento anticoncorrenziale nel mercato dei sistemi operativi con il suo Android (2018); e con la sanzione di 2,4 miliardi (la più alta sanzione fino a quel momento comminata) per i servizi di comparazione e shopping nel motore di ricerca (2017).

Facebook. L’Antitrust italiana l’ha sanzionata due volte per pratiche commerciali scorrette: 10 milioni di euro per condivisione dei dati degli utenti con terzi con info decettive agli utenti (2018 PS 11112) e alla condivisione dei dati tra Whatsapp e Facebook (PS 10601). La Commissione Ue l’aveva sanzionata con 110 milioni di euro per informazioni depistanti nell’acquisto di Whatsapp (2014)

Senza dimenticare il caso Cambridge Analytica per cui il garante per la protezione dei dati personali ha applicato una sanzione di 1 milione di euro per gli illeciti. A cui si aggiunge la stangata da 5 miliardi di dollari arrivata dall’Ftc (Federal trade commission) sempre per lo scandalo legato alla società che, attraverso una App per test psicologici, aveva avuto accesso ai dati di 87 milioni di utenti e li aveva usati per tentare di influenzare le presidenziali americane del 2016.

Amazon. La Commissione Ue lo ha sanzionato con 250 milioni di euro per tasse non versate. Inoltre, il 17 luglio, la Commissione Ue ha deciso di aprire un’indagine per verificare se l’utilizzo, da parte di Amazon, dai dati dei dettaglianti indipendenti che vendono i loro prodotti attraverso la piattaforma viola le regole sulla concorrenza.

Apple. L’Antitrust italiana lo ha multato pser pratiche scorrette consistenti nell’obsolescenza programmata di telefoni cellulari mediante il download di aggiornamenti software dannosi per gli stessi, senza fornire adeguate informative ai consumatori (2019 PS 11039)

Samsung. L’Antitrust italiana lo ha multato per pratiche scorrette consistenti nell’obsolescenza programmata di telefoni cellulari mediante il download di aggiornamenti software dannosi per gli stessi, senza fornire adeguate informative ai consumatori (2019 PS 11009)

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