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Braccio di ferro sul concordato

di Marco Mobili

Concordato e non solo. Dalle dichiarazioni integrative agli omessi versamenti, dalla regolarizzazione delle scritture contabili alla definizione dei tributi locali. C'è anche la rottamazione dei ruoli per chi ha avuto problemi con Equitalia e il versamento degli omessi versamenti soprattutto per quanti in mancanza di liquidità non hanno versato ritenute. Nel menù del Pdl anche la definizione dei tributi locali, del canone Rai e dei manifesti politici. Sono solo alcune delle 12 proposte di sanatorie fiscali messe a punto dal Pdl nel cosiddetto "pacchetto Leo-Crosetto" (su veda «Il Sole 24 Ore» del 20 ottobre) e ancora presenti in una delle bozze del decreto sviluppo su cui l'intesa collegiale del Consiglio dei ministri non è stata però ancora raggiunta. Tanto che ieri lo stesso ministero dello Sviluppo economico, incaricato di tira-re le fila del provvedimento d'urgenza sulla crescita, alle prime indiscrezioni di stampa sull'arrivo dei u nuovi condoni, ha smentito la possibilità che il Governo, almeno con il decreto sviluppo, alla fine possa ricorrere alle dodici sanatorie ipotizzate. Sulla carta, infatti, appare difficile superare le resistenze del ministro dell'Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, a ogni forma di sanatoria. Tremonti ha più volte rimarcato come le sanatorie non siano in linea con le indicazioni di Bruxelles. E ancor più oggi, all'indomani del vertice straordinario di domenica dove l'Europa ha chiesto interventi strutturali e non misure una tantum come possono essere i perdoni fiscali. C'è poi il condono tombale, già bocciato dall'Europa per aver di fatto rinunciato al recupero dell'Iva, imposta da condividere con gli altri Stati dell'Unione europea. È questo il solo punto in cui Tremonti e i deputati "pro-condoni" sono d'accordo: nelle 12 proposte presentate e inserite nel faldone sullo sviluppo non c'è un nuovo condono tombale. C'è però il concordato per gli anni pregressi, su cui nelle settimane scorso si è concentrata maggiormente l'attenzione e la spinta propositiva dello stesso Pdl. La proposta Leo-Crosetto si rifà al successo di cassa del concordato del 1994 che fruttò oltre 20mila miliardi all'allora Governo Dini. Nella sostanza, il fisco, sulla base del redditometro, degli studi di settore e di altri elementi oggi in uso e aggiornati dalle Entrate, elaborerebbe una proposta da inviare ai contribuenti Irpef e Ires. Sulle maggiori imposte calcolate e sottoposte all'adesione del contribuente non sarebbero dovuti interessi e le sanzioni verrebbero ridotte a un sedicesimo del minimo. Le maggiori imposte contenute complessivamente nelle proposte di accertamento con adesione sono ridotte nella misura del 40 per cento. L'adesione mette al riparo anche dalla punibilità di reati tributari come omesse o infedeli dichiarazioni. Molto attesa da professionisti e imprese, invece,è l'altra proposta del pacchetto Leo-Crosetto sulla definizione delle liti pendenti, oggi limitata ai contenziosi fino a aomila euro. L'idea è quella di far saltare il tetto dei 2omila euroe di allungare i tempi per la defmizione fino al 31 luglio 2012.

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